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La storia

Gela, i fondali ricchi di tesori e beni archeologici: «Ora bisogna recuperare la nave dei lingotti di oricalco»

Il sub volontario Cassarino esce allo scoperto dopo la nomina di Turco a Soprintendente del Mare: «Va ripreso il lavoro di Tusa»

Maria Concetta Goldini

29 Dicembre 2025, 11:14

Gela, i fondali ricchi di tesori e beni archeologici: «Ora bisogna recuperare la nave dei lingotti di oricalco»

Non opera nei fondali marini di Gela da quando è venuto a mancare Sebastiano Tusa.

Sotto la sua guida, prima come Soprintendente del mare, poi come assessore regionale ai Beni culturali, il sub Franco Cassarino ha effettuato grandi scoperte portando a terra reperti eccezionali tra cui 39 lingotti di oricalco unici al mondo.

La nomina dell'arch. Ennio Turco alla Soprintendenza del mare, è per Cassarino la molla per tornare ad operare sul campo e riaprire la grande stagione dell'archeologia subacquea.

«È come se fosse rinato Tusa - commenta Cassarino - perché Ennio Turco sa tutto quello che abbiamo fatto e il tanto che ancora il mare di Gela nasconde. Ci seguiva passo passo come direttore del museo. Se darà l'ok sono disponibile a rimettermi all'opera per la mia città».

Cassarino svela un particolare inedito: «In un tratto del mare di Gela ci sono dei pilastri. Sono quelli dell'antico porto della città greca? Non lo sappiamo. Con Tusa eravamo d'accordo ad approfondire la ricerca. Spero che si possa riprendere con il nuovo Soprintendente».

Ma all'arch. Turco, Franco Cassarino l'uomo che conosce tutti i segreti dei fondali gelesi, chiede innanzitutto che si realizzi il progetto di recupero della nave dei lingotti.

«Dopo il relitto Gela 1 che è stato assemblato al museo di Bosco Littorio e il recente recupero del relitto Gela 2 - aggiunge Cassarino - c'è questa nave dei lingotti che si trova tra le due imbarcazioni già recuperate. C'è un ceppo di ancora litico ben conservato e si vede un legno capovolto della nave. Questa imbarcazione che portava i lingotti può restituire ancora molto altro e dovrebbe essere scavata e recuperata. L'auspicio è che con il nuovo Soprintendente tutti i progetti che Tusa non ha potuto completare a Gela, vadano in porto. Io sono pronto a collaborare».