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Attualità

Acate, sul fiume Dirillo attiva la prima barriera mangia plastica in Sicilia

E' stata annunciata come una svolta per la tutela di mare e fiumi

26 Febbraio 2026, 00:25

01:16

E' stata annunciata come una svolta per la tutela di mare e fiumi

Una fase dell'inaugurazione

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Alla foce del fiume Dirillo, nel territorio di Acate, è entrata in funzione la prima barriera anti-plastica della Sicilia, un sistema innovativo pensato per intercettare i rifiuti galleggianti prima che raggiungano il mare. Un intervento che segna un passaggio importante nella lotta all’inquinamento dei corsi d’acqua e nella protezione degli ecosistemi costieri.

La struttura, finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica attraverso le risorse della legge Salvamare, è stata realizzata dall’Autorità di Bacino della Presidenza della Regione Siciliana nell’ambito di un programma sperimentale triennale. Si tratta di un sistema di barriere mobili che convoglia plastica e detriti verso un punto di raccolta, dove vengono rimossi periodicamente, evitando che si disperdano nel Mediterraneo.

L’inaugurazione ha visto la presenza di diverse autorità istituzionali, a testimonianza dell’importanza strategica dell’intervento. Erano presenti:

Leonardo Santoro, segretario generale dell’Autorità di Bacino;

Maria Rita Schembari, sindaco di Comiso e presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa;

Mario Marino, sindaco di Scicli;

Gianfranco Ciriacono, vicesindaco di Acate.

Durante la presentazione è stato sottolineato come la barriera rappresenti una vera e propria “trappola” per la plastica, capace di intervenire a monte del problema, prima che i rifiuti si frammentino in microplastiche e finiscano nella fauna ittica, con ripercussioni sull’intera catena alimentare. Un approccio che punta non solo alla rimozione dei rifiuti, ma anche alla prevenzione, integrandosi in modo non invasivo con l’ambiente fluviale.

L’impianto del Dirillo potrebbe diventare un modello replicabile in altri fiumi italiani, soprattutto in quei territori dove l’accumulo di rifiuti trasportati dalle correnti rappresenta un problema crescente. Per la provincia di Ragusa, l’attivazione della barriera segna l’inizio di una nuova fase nella tutela del territorio, con un intervento che unisce innovazione, sostenibilità e una forte collaborazione istituzionale.