Attualità
Dal caporalato all'inclusione: il presidio solidale di Marina di Acate su TV2000
Ecco come sono impiegati i fondi dell'8x1000 della Chiesa cattolica
Alcuni protagonisti del servizio andato in onda su TV2000
Il servizio andato in onda su TV2000, e che è possibile rivedere su YouTube cliccando a questo link https://www.youtube.com/watch?v=aGuED0Dg4d0 , ha acceso i riflettori su una delle esperienze più significative del territorio ibleo nella lotta allo sfruttamento lavorativo: il Presidio Solidale attivo nella provincia di Ragusa. Un luogo che, negli anni, è diventato un punto di riferimento per chi vive condizioni di vulnerabilità, soprattutto donne e famiglie migranti.
Il reportage racconta come il Presidio operi quotidianamente per accompagnare i braccianti fuori dalle maglie del caporalato, offrendo assistenza legale, sanitaria, orientamento al lavoro e percorsi di integrazione. Ma il cuore del servizio è dedicato a un dato che parla da solo: 73 madri e 58 bambini vengono seguiti stabilmente dal centro, ricevendo sostegno materiale, psicologico, educativo e sociale. Un impegno che va ben oltre l’emergenza e che costruisce, giorno dopo giorno, percorsi di autonomia e dignità.
Un ruolo decisivo è svolto dall’8x1000 alla Chiesa Cattolica, che garantisce risorse fondamentali per mantenere attivi gli sportelli, finanziare i servizi di prossimità e assicurare la presenza di operatori qualificati. Senza questo contributo, molte delle attività raccontate nel servizio non avrebbero la stessa continuità né la stessa capacità di incidere sul territorio.
Il modello ragusano, come evidenziato da TV2000, è oggi considerato una buona pratica nazionale: un esempio concreto di come la collaborazione tra enti locali, volontariato e terzo settore possa trasformare situazioni di sfruttamento in percorsi di inclusione reale. Le storie raccontate nel servizio – donne che ritrovano sicurezza, bambini che accedono a percorsi educativi, lavoratori che escono dalla clandestinità – mostrano un cambiamento tangibile.
Il Presidio Solidale continua così a rappresentare una frontiera avanzata nella lotta al caporalato e un laboratorio sociale capace di restituire dignità alle persone e forza al territorio. Un modello che dimostra come l’8x1000, quando investito in progetti radicati nella comunità, possa generare trasformazioni profonde e durature.