×

Società

Modica e la quasi rivolta dei sangiorgiari: storie di un tempo che non ritorna più

I canonici vennero sospesi "a divinis" per una questione di sconfinamento, ma poi ci fu la revoca da parte del vescovo

19 Marzo 2026, 00:34

00:40

Modica e la quasi rivolta dei sangiorgiari: storie di un tempo che non ritorna più

Foto diffuse da Antonino Giurdanella

Seguici su

Nel 1902, Raffaele Grana Scolari annotò nel suo diario uno degli episodi più intensi della devozione modicana: la quasi rivolta dei fedeli di San Giorgio contro una decisione del vescovo Blandini. A rievocarlo, sui social, è il fotografo Antonino Giurdanella, che sottolinea quanto l’episodio testimoni l’attaccamento della città al santo cavaliere.

“Il 23 aprile, infatti – narra Giurdanella – il parroco Candelieri aveva vietato alla processione di San Giorgio di salire verso il quartiere superiore. Ma il popolo modicano, profondamente legato al suo Patrono, non accettò quel divieto. A furor di popolo, il permesso fu strappato direttamente al vescovo, e la processione poté avanzare dove la tradizione voleva. La reazione del vescovo fu durissima: sospese a divinis i canonici di San Giorgio per quello 'sconfinamento'. Ma la città non rimase a guardare. I fedeli si raccolsero compatti in difesa dei loro prelati, e il parroco Ignazio Marino si recò personalmente dal vescovo per chiedere la revoca del provvedimento”.

“Il 28 aprile – è spiegato ancora – più di duemila persone si radunarono alla stazione di Modica per attendere il ritorno del parroco e conoscere l’esito della sua missione. Quando la sospensione fu revocata, la città esplose in un sentimento di gratitudine: si celebrarono messe di ringraziamento, e la comunità ritrovò la sua unità attorno al Patrono”.

Nelle immagini d’epoca compaiono la festa di San Giorgio nei primi anni del Novecento, Raffaele Grana Scolari, il vescovo Blandini e la folla in attesa del parroco Marino.