×

Attualità

Ragusa e l'acquedotto di Santa Rosalia, Assoutenti: "L'acqua non è potabile"

Lanciato l'allarme che riguarda la gestione delle risorse idriche da parte del consorzio di bonifica provinciale

20 Marzo 2026, 18:57

19:01

Ragusa e l'acquedotto di Santa Rosalia, Assoutenti: "L'acqua non è potabile"

Situazione critica per gli utenti

Seguici su

Assoutenti Provincia di Ragusa lancia un duro monito sulla qualità dell’acqua erogata dal Consorzio di Bonifica n. 8, con particolare riferimento alle aree servite dall’acquedotto rurale Santa Rosalia.

Dopo mesi di segnalazioni da parte dell’utenza, l’associazione dichiara di aver avviato verifiche articolate, acquisendo dati e documentazione ufficiale e coinvolgendo le autorità competenti.

Dai rapporti di monitoraggio ambientale di ARPA Sicilia emergono criticità rilevanti: la risorsa distribuita non risulta pienamente conforme ai parametri previsti per la produzione di acqua potabile.

Ancor più allarmanti appaiono i riscontri sanitari: secondo gli atti dell’ASP di Ragusa, l’acqua dell’acquedotto rurale Santa Rosalia non è idonea al consumo umano.

Da anni gli utenti lamentano torbidità, cattivo odore e frequenti interruzioni della fornitura.

Alla questione qualitativa si sommano i profili tariffari: numerosi cittadini riferiscono di aver ricevuto solleciti di pagamento e richieste di canoni, anche riferiti ad annualità pregresse, spesso senza aver mai ricevuto le relative fatture.

Una situazione che Assoutenti giudica inaccettabile: “Non è tollerabile che ai cittadini venga chiesto di pagare per un servizio che presenta gravi criticità nella continuità e nella qualità dell’acqua, con seri dubbi sulla sua potabilità.”

Le verifiche in corso, secondo l’associazione, confermano che non si tratta di episodi sporadici, bensì di un problema diffuso e persistente.

Per questo Assoutenti invita i cittadini interessati a:

- Segnalare la propria situazione;

- Inviare bollette, solleciti e comunicazioni ricevute;

- Rivolgersi allo sportello di Assoutenti per verifiche e assistenza.

L’associazione sta inoltre valutando l’avvio di azioni legali, individuali e collettive, per ottenere la restituzione delle somme indebitamente richieste e il risarcimento dei danni subiti.

“La salute dei cittadini viene prima di tutto – conclude l’associazione – e non può essere messa in discussione. Se l’acqua non è potabile, non si può chiedere ai cittadini di pagarla come tale.”

Assoutenti annuncia che continuerà a monitorare la vicenda e a sollecitare interventi tempestivi da parte delle autorità competenti, ribadendo l’urgenza di garantire un servizio idrico sicuro, regolare e trasparente.