Società
Vittoria, torna il Dramma sacro
Ecco quali sono tutte le novità dell'appuntamento in programma domani
Vittoria si appresta a vivere uno dei passaggi più forti e identitari della propria storia: il Dramma Sacro del Venerdì Santo, i “Parti”, in scena domani, venerdì 3 aprile, dalle 20.30 in Piazza Calvario.
Un appuntamento che affonda le sue radici nella devozione popolare e nella memoria condivisa della città e che, oggi più che mai, si propone come bene comune da tutelare e rilanciare.
“Guardatevi dal vendere l’eredità che ci hanno lasciato i nostri padri. Dentro vi è nascosto un tesoro”, ha ricordato l’Arciprete Parroco don Salvatore Converso, rimarcando lo spessore spirituale e culturale di una consuetudine capace di parlare al presente.
In un’epoca segnata da frammentazione e frenesia, il Dramma Sacro si offre come spazio di riflessione e radicamento, restituendo centralità al nucleo più profondo della fede e della comunità. “Dio rimane il punto fermo della vita umana”, ha aggiunto Converso, invitando a riscoprire, attraverso la rappresentazione del Crocifisso, il significato autentico dell’amore e del dolore condiviso.
Sul versante artistico, l’edizione di quest’anno presenta una scenografia sobria e altamente simbolica, firmata da Arturo Barbante: un impianto di linee orizzontali e verticali, moduli intercambiabili e una ricerca di essenzialità che punta all’universalità del patimento umano, evitando ogni citazione manieristica del passato.
“Il nostro Venerdì Santo è tradizione, ma anche contemporaneità e futuro”, ha dichiarato.
La regia, affidata ad Andrea Traina, onora la memoria del rito con uno sguardo innovativo. Accanto al testo di Alfonso Ricca, il regista ha scelto di innestare brani poetici moderni – da Alda Merini a padre Biagio Aprile fino a Domenico Maria Pelligra – con una focalizzazione particolare sulla figura di Maria, posta al centro della narrazione. “Questa volta – ha spiegato – il racconto ci fornirà il suo ‘punto di vista’. Già l’autore vittoriese Emanuele Iacono sentì l’esigenza di dare più voce a Maria che nel testo di Ricca resta sullo sfondo, quasi una figura muta, sebbene il suo dolore urli. Ecco, io ho cercato di portare in primo piano ciò che è stato sempre in secondo piano”.
Confermata la presenza di un’orchestra di 14 elementi, i Chroma Ensemble & Friends, che eseguirà dal vivo musiche composte e dirette dal maestro Marco Cascone. Voce solista, Fiammetta Poidomani.
Di grande rilievo la partecipazione dei giovani: in scena gli allievi attori dell’Officina Teatrale nata come attività collaterale della stagione di prosa del Teatro Comunale “Vittoria… Colonna d’Arte”, diretto da Tiziana Bellassai, che in questa edizione interpreterà i pensieri più intimi di Maria. Coinvolti anche alcuni studenti del corso di “Lettura ad alta voce”, promosso dall’assessore alla Pubblica Istruzione di Vittoria, Francesca Corbino, e curato da Andrea Traina. Collaborazioni attive con la scuola Artedanza Tersicore di Roberta Piccilli di Comiso, con la Compagnia GoDoT di Ragusa e con il CIRS – Centro di Formazione Professionale di Vittoria, cui sono affidati trucco e acconciature – testimoniano la volontà di rendere l’evento sempre più condiviso.
“Per rinnovare il pubblico, e fare in modo che anche i giovani partecipino, bisogna coinvolgerlo emotivamente”, ha sottolineato Traina, indicando la necessità di rinsaldare il legame tra il Dramma e la cittadinanza.
Accanto alla rappresentazione del Venerdì Santo, torna la “Resurrectio”, riproposta in forma di breve recital, per offrire una riflessione intensa sul significato della risurrezione, pur in un quadro di risorse economiche contenute.
Il sindaco Francesco Aiello ha ribadito il valore identitario dell’evento, capace in passato di unire l’intera comunità oltre la dimensione strettamente religiosa: “Anche chi non sapeva leggere citava i versi del Dramma Sacro, magari nel corso di una conversazione quotidiana. C’era una affezione particolare e diffusa che andava al di là della religiosità. Ed è a questo tipo di legame che dobbiamo puntare”.
Da qui la proposta di istituire un Comitato cittadino che superi i confini della sola Basilica di San Giovanni, coinvolga l’intera città e, in sinergia con la Chiesa e le istituzioni, sostenga e rilanci stabilmente l’iniziativa.
Un invito raccolto sia da padre Converso sia dal regista Traina, che si traduce in un appello alla popolazione: partecipare, riscoprire, lasciarsi toccare, a partire dalla scelta di essere presenti in piazza. Perché il Dramma Sacro del Venerdì Santo non è soltanto un evento scenico, ma un patrimonio vivo da affidare alle generazioni future.
Essere in Piazza Calvario significa immergersi in un’esperienza collettiva autentica, dove emozione, memoria e identità si intrecciano profondamente. È nel vivo, tra voci, silenzi e sguardi condivisi, che il Dramma Sacro dispiega tutta la sua forza, restituendo alla piazza il ruolo di cuore pulsante della comunità. Un’occasione preziosa per riappropriarsi del valore storico e partecipativo di un luogo-simbolo e per ritrovare, insieme, il senso più autentico della tradizione.