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Attualità

Il Venerdì santo alla basilica dell'Annunziata di Comiso e il ruolo dei portatori

Un segno di appartenenza, un'eredità familiare: ecco il fascino di una tradizione

02 Aprile 2026, 11:54

12:00

Il Venerdì santo alla basilica dell'Annunziata di Comiso e il ruolo dei portatori

I portatori all'Annunziata di Comiso

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A Comiso, il Venerdì Santo, con fulcro nella basilica dell’Annunziata, si appresta a vivere uno dei passaggi più intensi e identitari dell’anno liturgico.

La giornata del 3 aprile, segnata da digiuno, astinenza e dalla tradizionale Giornata per la Terra Santa, richiama l’intera cittadinanza a un profondo raccoglimento, che trova nella liturgia pomeridiana e nel corteo serale le sue espressioni più solenni.

Nel pomeriggio, la Celebrazione della Passione del Signore riunirà i fedeli attorno alla Liturgia della Parola, all’Adorazione della Santa Croce e alla Comunione eucaristica, in un clima di silenzio e contemplazione che da sempre contraddistingue il Venerdì Santo.

La basilica dell’Annunziata, cuore spirituale della città, diventa il luogo in cui la memoria della Passione s’intreccia con la partecipazione viva del popolo.

In serata, la processione, animata da tutte le parrocchie di Comiso, attraverserà le vie storiche del centro portando i simulacri della Passione.

Non è soltanto un rito religioso, ma una pagina di storia collettiva: un cammino che unisce generazioni, famiglie e quartieri.

Le “vare”, spinte lungo vicoli e piazze, diventano il punto d’incontro tra il sacro e il popolo.

Il gesto dei portatori, fatto di fatica, coordinamento, disciplina e devozione, racconta una spiritualità concreta, vissuta con il corpo prima ancora che con le parole.

Ogni portatore custodisce un ruolo tramandato, un posto che non è solo fisico ma simbolico: un’eredità familiare, un segno di appartenenza, un modo per dire “ci sono” davanti alla comunità e al Mistero celebrato.

La tradizione dei “Nunziatari”, vissuta con particolare intensità durante il Triduo pasquale, richiama alla città il valore delle radici e della continuità.

Essere portatore non è un compito meramente logistico, ma una responsabilità morale e spirituale: richiede disciplina, rispetto delle regole, padronanza dei gesti e dei tempi, capacità di muoversi come un solo corpo.

L’avanzare ininterrotto delle vare, scandito dai richiami tradizionali, non è mai il frutto della forza del singolo, ma l’esito di un azione corale che tiene insieme fede, identità e memoria.

In un’epoca segnata da mutamenti rapidi e dalla perdita di riferimenti condivisi, la figura del portatore diventa segno visibile della continuità comunitaria, un linguaggio che parla attraverso la fatica, la festa e la devozione.

A sostenere sul piano mediatico le iniziative religiose è Gali group trasporti & logistica di Ispica.

Il Venerdì Santo a Comiso, con la sua liturgia solenne e la processione partecipata, conferma il ruolo centrale della basilica dell’Annunziata quale presidio di fede e identità.

Le celebrazioni del Triduo pasquale diventano così il momento in cui la città si riconosce, si ritrova e rinnova il proprio legame con una tradizione che continua a vivere grazie alla partecipazione di tutti.