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Attualità

Vittoria, nel cuore del boschetto anche un'auto completamente smantellata

La denuncia di Terre Pulite: "A livello ambientale, un disastro dopo l'altro"

03 Aprile 2026, 16:12

17:25

Vittoria, nel cuore del boschetto anche un'auto completamente smantellata

La carcassa dell'auto abbandonata

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Nel cuore del boschetto di Pino d’Aleppo, in contrada Passo Piro, a pochi metri dal canile comunale di Vittoria, la primavera aveva restituito al paesaggio il suo volto migliore: fiori spontanei, conigli che si muovono liberi tra la vegetazione, il silenzio interrotto solo dai suoni della natura. Un luogo prezioso, fragile, che meriterebbe tutela e attenzione. E invece, ancora una volta, a spezzare l’armonia è stata la mano dell’inciviltà.

Tra gli alberi, nascosta appena oltre il sentiero, è stata ritrovata un’auto completamente smantellata — probabilmente una Fiat Panda — abbandonata come fosse un rifiuto qualsiasi. Una carcassa metallica lasciata lì, nel pieno di un area naturalistica che dovrebbe rappresentare un patrimonio da proteggere e non l’ennesima discarica abusiva.

A segnalare e documentare l’episodio è stata l’associazione Terre Pulite, che ancora una volta è intervenuta per segnalare ciò che altri hanno lasciato e che nessuno ha controllato. Volontari che operano gratuitamente, senza fondi e senza sostegni istituzionali, ma con una presenza costante sul territorio e un impegno che supplisce alle mancanze di chi dovrebbe vigilare.

Nel loro messaggio, l’associazione sottolinea il paradosso che da tempo caratterizza la città: mentre realtà come Terre Pulite continuano a lavorare con mezzi propri, il Comune di Vittoria destina le poche risorse disponibili ad altre associazioni. 

L’episodio del boschetto di Pino d’Aleppo è solo l’ultimo tassello di una criticità più ampia: la trasformazione di aree naturali in luoghi di sversamento incontrollato. Una ferita che si ripete e che richiede risposte strutturate, controlli efficaci e una programmazione che metta davvero al centro la tutela dell’ambiente.

Nel frattempo, a difendere questi spazi restano soprattutto i volontari. Con pochi mezzi, ma con una determinazione che continua a fare la differenza.