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Modica e il rilancio del centro storico, anche il letterato Domenico Pisana dice la sua

Dai motivi della crisi alle proposte per il rilancio

04 Aprile 2026, 02:04

02:10

Modica e il rilancio del centro storico, anche il letterato Domenico Pisana dice la sua

Domenico Pisana

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Interviene l’uomo di cultura Domenico Pisana, che offre una riflessione articolata su un tema da tempo al centro del dibattito cittadino. La progressiva desertificazione del centro storico di Modica — fenomeno che coinvolge tanto Modica Bassa quanto, in forma ancor più critica, Modica Alta — non discende, a suo avviso, da una sola causa, ma dall’intreccio di fattori strutturali, sociali ed economici.

Il cuore antico della città si svuota innanzitutto per ragioni di logistica. Modica è una città verticale: ciò che il turista giudica pittoresco, per un anziano residente o per una famiglia con bambini diventa un ostacolo quotidiano. Trovare parcheggio in prossimità dell’abitazione è spesso un’impresa; molte case sono raggiungibili solo tramite lunghe rampe di scale, il che rende oneroso anche soltanto portare la spesa o muoversi con un passeggino.

A ciò si aggiungono i costi elevati e le complessità burocratiche delle ristrutturazioni, legate ai vincoli della Soprintendenza. Numerosi immobili, rimasti in eredità a più aventi diritto — talvolta emigrati — sono stati abbandonati all’incuria. Il degrado di un singolo edificio genera un “effetto domino” sull’intorno, rendendo l’intera via meno sicura e poco attrattiva.

I giovani tendono a lasciare i quartieri storici per motivi di lavoro o per trovare soluzioni abitative più pratiche, con il risultato di un progressivo invecchiamento della popolazione residente, destinata a ridursi nel tempo. Dagli anni Settanta e Ottanta lo sviluppo urbanistico si è spostato con decisione verso Modica Sorda, dove centri commerciali, uffici pubblici, scuole con ampi parcheggi e strade larghe hanno reso la “città nuova” assai più funzionale alla vita contemporanea. Le recenti costruzioni offrono inoltre comodità — ascensori, garage, isolamento termico — che le abitazioni antiche, spesso umide e difficili da riscaldare, non garantiscono senza interventi molto onerosi.

Modica soffre, osserva Pisana, del “paradosso della cartolina”: splendida da fotografare e visitare, città UNESCO di grande fascino, ma divenuta faticosa da abitare. Senza interventi capaci di rendere il centro storico davvero “comodo” — parcheggi interrati, ascensori urbani, incentivi per le giovani coppie — il rischio è quello di un guscio vuoto, un museo a cielo aperto privo di anima. Rivitalizzare il centro è dunque una sfida imprescindibile, da affrontare con equilibrio tra la salvaguardia dell’identità tardo-barocca (Patrimonio UNESCO) e le esigenze di una comunità moderna.

Due, secondo Pisana, le direttrici prioritarie. La prima riguarda mobilità e accessibilità. Occorre ripensare i sistemi di spostamento, valutando — da parte degli organi competenti — ascensori urbani o scale mobili interrate per collegare fluidamente le tre aree della città; potenziare il trasporto pubblico con piccoli bus elettrici che connettano i parcheggi periferici al cuore cittadino; recuperare i percorsi pedonali storici, le “viuzze” e i gradoni, come itinerari di trekking urbano.

La seconda punta sulla vocazione turistica, incentivando l’apertura di laboratori artigianali che uniscano tradizione (pietra lavica, ricamo, ferro battuto) e innovazione digitale; valorizzando le case e ampliando un turismo esperienziale che vada oltre i monumenti, con corsi di cucina, laboratori di cioccolateria e percorsi nelle cave. A ciò andrebbe affiancato un serio programma di recupero edilizio: non soltanto grandi chiese, ma anche vicoli, “dammusi” e facciate minori, per restituire armonia visiva all’insieme.

Decisiva, inoltre, la destagionalizzazione degli eventi, sfruttando spazi come il Teatro Garibaldi, l’ex Convento del Carmine, il Palazzo della Cultura e il Palazzo dei Mercedari per festival letterari, rassegne jazz e mostre d’arte contemporanea durante tutto l’anno.

Infine, un piano luci che esalti di notte i prospetti barocchi senza generare inquinamento luminoso, la rigenerazione del verde e la creazione di piccoli “giardini segreti” o orti urbani nei vuoti edilizi potrebbero costituire una cornice suggestiva per un turismo non di semplice passaggio, ma continuo e sostenibile. Chiaramente — conclude Pisana — per realizzare tutto ciò sarebbe necessario intercettare finanziamenti in grado di dare a Modica un volto sempre più magico, capace di attrarre visitatori da ogni parte del mondo.