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Passaggio a livello di via Paestum a Ragusa, Firrincieli: "Occorrono più controlli"

Ieri in aula il consigliere ha tirato fuori una maglietta che sintetizza la particolarità della vicenda

12 Maggio 2026, 07:52

08:00

Passaggio a livello di via Paestum a Ragusa, Firrincieli: "Occorrono più controlli"

Il consigliere comunale Sergio Firrincieli richiama l’attenzione sul mancato rispetto della delibera approvata all’unanimità dall’Aula due mesi fa, che impegnava l’Amministrazione ad adottare misure concrete per regolare la circolazione in via Paestum.

Precisa di non avere mai proposto, né di voler proporre, muri o la chiusura del passaggio a livello, ricordando che tutti i passaggi a livello in Italia sono dotati dei sistemi di sicurezza Pai, la Protezione automatica integrata, che arresta il treno anche in presenza di un ostacolo minimo sui binari.

Per questo motivo – afferma – non possono essere evocati scenari di stragi o incidenti gravi, come ho voluto precisare anche rispetto a certe ricostruzioni giornalistiche”.

Il nodo, insiste Firrincieli, è la mancanza di una reale gestione della mobilità, soprattutto all’uscita di via Licitra, dove in molti ignorano l’obbligo di svolta a destra e altri non rispettano il semaforo.

Mentre in diverse zone della città si ricorre a dossi e rallentatori per educare gli automobilisti, in via Paestum non si è ancora dato seguito all’atto deliberato.

Presentatosi in aula con una maglietta per sottolineare la gravità del tema, il consigliere ribadisce che le soluzioni sono semplici e già sperimentate altrove: un cordolo che impedisca manovre pericolose, una maggiore presenza del corpo di Polizia locale, l’eventuale installazione di telecamere e azioni di moral suasion per indirizzare correttamente i flussi di traffico.

Firrincieli ricorda inoltre che il quartiere delle Masserie è oggi densamente abitato, così come l’area di via Napoleone Colajanni e la zona dei Pianetti.

Via Epicarmo è un’arteria fondamentale e il relativo passaggio a livello è altrettanto strategico, insistendo sull’unico terrapieno della città: in caso di sisma costituirebbe l’unica via di fuga verso l’ospedale da sotto la cinta della linea ferrata e verso l’area di ammassamento di via Colajanni.

Per questo motivo – continua – non si può pensare di chiudere un’infrastruttura così strategica, né ignorare le esigenze di residenti e aziende che da quarant’anni vivono grazie a quel collegamento”.

Dopo il vivace confronto in aula, il consigliere riferisce di avere avuto un colloquio a microfoni spenti con il sindaco. Superata una prima reazione scomposta, si è convenuto che la soluzione più immediata e ragionevole sia l’installazione di un cordolo tra via Licitra e via Paestum, così da rendere chiaro e non aggirabile l’obbligo di svolta.

È esattamente quanto il Consiglio ha chiesto all’unanimità due mesi fa, e non si comprende perché se ne discuta ancora oggi.

Firrincieli conclude precisando di non cercare polemiche, ma il rispetto delle decisioni consiliari e interventi concreti per garantire una circolazione fluida e un servizio ferroviario senza interruzioni, ricordando che via Paestum non ha bisogno di immaginare muri, bensì di soluzioni semplici, immediate e già deliberate.