Attualità
Cimitero comunale di Modica, Ruta: "Una stasi che rasenta la farsa"
Il comitato Alternativa socialista interviene su uno degli argomenti più delicati della vita cittadina
Cimitero comunale di Modica, questa è la dichiarazione del comitato Alternativa socialista, in particolare di Antonio Ruta. La vicenda dei colombari a rischio è l’ennesima istantanea di una città prigioniera di un’inerzia amministrativa divenuta ormai insopportabile. "Da anni - dice Ruta - cittadini e famiglie attendono risposte puntuali, cronoprogrammi affidabili e, soprattutto, interventi tangibili su un tema che tocca sicurezza, dignità e rispetto dei defunti. Invece, ancora una volta, si assiste a uno scaricabarile di responsabilità e a una stasi che rasenta la farsa, con un retrogusto amarissimo".
"Suscitano forti dubbi - ancora Ruta - le affermazioni della sindaca Maria Monisteri, secondo cui l’Ufficio tecnico comunale non sarebbe in grado di predisporre neppure un progetto di massima sugli interventi necessari. Se davvero il Comune di Modica non riesce nemmeno a elaborare una proposta tecnica su una questione tanto delicata e urgente, la situazione a San Domenico appare più grave di quanto si voglia ammettere pubblicamente. La città paga i costi di organici ridotti, carenze strutturali e un progressivo depauperamento della macchina comunale, senza che si sia mai affrontato con serietà il tema del rafforzamento degli uffici e della capacità progettuale dell’ente. Oggi questi limiti deflagrano di fronte a un’emergenza concreta che coinvolge centinaia di famiglie, trovando però un comodo alibi nell’invocazione ricorrente del dissesto economico. La pazienza è al limite. Non si è più disposti ad accettare la palude burocratica regionale che azzera qualsiasi impegno, reale o presunto, assunto dai deputati del territorio. Le promesse di interventi e di risorse, puntualmente, si infrangono contro i meccanismi tortuosi della Regione Siciliana, lasciando i cittadini soli a fronteggiare problemi drammatici. È paradossale che una questione tanto sensibile venga ancora trascinata, dopo anni, tra attese infinite, interlocuzioni inconcludenti e procedure senza esito. La classe dirigente, locale e regionale, continua a dimostrare la propria inadeguatezza nel fornire risposte rapide, soprattutto quando sono in gioco sicurezza pubblica e servizi essenziali. Si chiede un cambio di passo radicale; in caso contrario, si invoca la mobilitazione della cittadinanza, anche a tutela del buon nome di Modica. Nessuno vuole che la città finisca sulle cronache nazionali con un titolo del genere: “CROLLO AL CIMITERO DI MODICA, I RESTI DEI DEFUNTI DISPERSI TRA LE MACERIE”. Sarebbe una sciagura. Modica non lo merita".