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Attualità

Modica e il cimitero isolato dal muro del silenzio

La critica del comitato che chiede di capire le ragioni di un blocco che rischia di compromettere le scelte per il futuro

19 Maggio 2026, 15:42

15:50

Il caso dei loculi inagibili al cimitero comunale di Modica, il comitato chiede di fare sedere tutti attorno a un tavolo

Il cimitero comunale di Modica e una situazione che non trova soluzioni

Da tredici anni il Cimitero Storico di Modica, gioiello culturale incluso nel patrimonio mondiale UNESCO, è in larga parte interdetto: transennamenti, accessi vietati e migliaia di loculi non fruibili a causa di rischi di crollo certificati dal Genio Civile, verificati da Protezione Civile e Vigili del Fuoco, e noti alla Prefettura e al vescovo della Diocesi di Noto.

A denunciarlo è il Comitato Cittadino di Tutela del Cimitero, per voce del professor Giorgio Barone, che parla di un paradosso politico e di un’inerzia amministrativa che ledono la dignità della città e la memoria delle famiglie modicane.

La situazione, riferisce il Comitato, è in stallo da settimane. L’Ufficio Tecnico Comunale ha quantificato in circa 1,72 milioni di euro l’intervento nel progetto di fattibilità; tuttavia, a causa del dissesto finanziario dell’ente, mancano le risorse per affidare a professionisti esterni la redazione del progetto preliminare.

Nel contempo, lo stesso Ufficio Tecnico, sottodimensionato e gravato da carichi di lavoro, non disporrebbe delle forze necessarie per produrre internamente il progetto da sottoporre alla Regione Siciliana.

A fronte delle spiegazioni verbali rese dalla sindaca Maria Monisteri, il Comitato invoca trasparenza ed esercita il diritto di accesso civico per visionare e rendere pubblici due atti ritenuti decisivi: - la direttiva o l’incarico formale con cui l’amministrazione ha affidato all’Ufficio Tecnico la redazione del progetto di massima; - la risposta ufficiale di diniego dell’UTC, in cui sia esplicitata l’impossibilità a procedere per carenza di specifiche professionalità o per il cronico sottorganico.

Il cortocircuito, sottolinea il Comitato, si fa ancor più evidente sul piano politico. La sindaca Monisteri, l’assessore ai Servizi cimiteriali Saro Viola e la presidente del Consiglio comunale Maria Cristina Minardo appartengono alla stessa area del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, nella compagine di Forza Italia, guidata a livello regionale dal commissario on. Nino Minardo, modicano.

Nonostante questo quadro favorevole, l’amministrazione non è riuscita finora a ottenere a Palermo un incontro ufficiale con il governatore per sollecitare un finanziamento straordinario. Un blocco ritenuto ingiustificabile, anche perché l’intera deputazione regionale dell’area iblea ha già manifestato massima disponibilità a fare “forza comune” e a promuovere un “Tavolo tecnico comune” oltre ogni steccato partitico.

Gli onorevoli Stefania Campo (Movimento 5 Stelle), Nello Di Pasquale (Partito Democratico), Ignazio Abbate (Democrazia Cristiana/Nuova DC) e Giorgio Assenza (Fratelli d’Italia) si dicono pronti a sostenere congiuntamente a Palermo la richiesta di stanziamenti straordinari per le edicole funerarie sociali.

Ci troviamo di fronte a una situazione insostenibile” è la posizione del Comitato, che sollecita la sindaca Monisteri a esercitare con urgenza il proprio peso politico. In caso contrario, annuncia, verranno intraprese nuove forme di mobilitazione, anche nelle sedi legali e istituzionali competenti.

L’omesso intervento di messa in sicurezza delle colombaie, infatti, chiama in causa anche Prefettura e Soprintendenza ai Beni Culturali, e potrebbe configurare ipotesi di responsabilità per omissione di atti d’ufficio, mancata esecuzione di lavori su edifici che minacciano rovina e violazione del Codice dei beni culturali, a tutela di un sito storico in area UNESCO.

Il Comitato e larga parte della cittadinanza dichiarano di non tollerare ulteriori rimpalli burocratici di fronte a migliaia di loculi “sequestrati” dall’incuria. La mobilitazione, annunciano, resta permanente.