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Congresso territoriale Arcigay Ragusa, Corallo il nuovo presidente

Rinnovate le cariche. Ecco da chi è formato il consiglio direttivo

25 Maggio 2026, 12:24

12:30

Congresso territoriale Arcigay Ragusa, Corallo il nuovo presidente

Il direttivo di Arcigay Ragusa

Ieri pomeriggio, nell’auditorium del Bam di Ragusa, si è svolto il congresso di Arcigay Ragusa, comitato territoriale dell’organizzazione nazionale.

A quattro anni dall’ultima assise — l’8 maggio 2022 — l’assemblea delle persone associate, presieduta dal presidente onorario Saro Brugaletta, ha provveduto a rinnovare il consiglio direttivo, organo di indirizzo dell’associazione.

La consultazione ha confermato alla guida del comitato quattro componenti uscenti — Serena Cannata, Giuseppe Corallo, Luciana Licitra e Andrea Ragusa — cui si aggiunge Marco Siliprandi, da tempo socio attivo di Arcigay Ragusa.

Il nuovo direttivo ha quindi designato Giuseppe Corallo alla presidenza.

Una scelta che si muove tra continuità e rinnovamento, confermando la validità dell’azione svolta negli ultimi quattro anni e aprendo le porte a nuove risorse – ha commentato Andrea Ragusa, presidente uscente. – Sono orgoglioso e soddisfatto di quello che Arcigay è riuscita a costruire in questi anni. Nel 2022 ci eravamo dati come missione quella di ‘entrare nel buio e illuminarlo’. Oggi raccogliamo i frutti del lavoro svolto, ma dobbiamo continuare ad ‘accendere fuochi’, cioè a creare una tensione, far nascere una domanda, mettere in moto un’energia che prima non c’era”.

Nel discorso di insediamento, il neoeletto presidente Corallo ha delineato le priorità del mandato: “Ascolto e accoglienza, intersezionalità delle lotte e visibilità sul territorio: sono queste le direzioni verso cui dobbiamo tendere. Ringrazio le persone associate e il consiglio direttivo per avermi conferito questo importante incarico: lo svolgerò con tutta la cura, l’energia e la passione di cui sono capace, cercando di essere all’altezza della grande eredità che mi lascia il presidente uscente. E desidero ringraziare in modo particolare proprio Andrea Ragusa per l’immenso lavoro fatto e per essere un punto di riferimento fondamentale per me e per tutta l’associazione. Continueremo insieme lungo la strada intrapresa, consapevoli di quanto sia importante oggi, in un clima politico e sociale difficile e spesso ostile verso le persone Lgbtqia+, essere presenti nei territori, portare le nostre istanze all’attenzione delle istituzioni, creare reti con le altre realtà, offrire servizi alla cittadinanza, entrare nelle scuole e parlare alle persone più giovani, costruire momenti di socialità in spazi sicuri. Nessun territorio deve restare escluso, nessuna persona deve restare sola.”

Tra i momenti più sentiti, l’assegnazione della “tessera d’oro” di Arcigay Ragusa a Genny Cultrone, storica attivista del sodalizio. La consegna è avvenuta per mano di Federica Schembri, consigliera uscente: un riconoscimento definito meritatissimo per chi, con scelte di vita improntate a coraggio, orgoglio e determinazione, ha incarnato uno dei valori fondanti dell’associazione, la libertà di essere se stessi senza timore e senza chiedere permesso.

“Il congresso è uno dei momenti più alti della vita di un’associazione, quello in cui si riannodano i fili e si disegnano nuove trame – commenta il nuovo consiglio direttivo. – Sentiamo la responsabilità di proseguire un percorso impegnativo e al contempo di tracciare nuove strade. La vitalità di un’associazione si misura dalla sua capacità di stare nel proprio tempo, cogliere le nuove domande che si affacciano, sentire le nuove necessità di un territorio e interpretarle. Oggi riavviamo il cammino con un bagaglio di esperienza più ricco e con energie rinnovate.”

Chiusa la fase congressuale, Arcigay Ragusa è già al lavoro per il Ragusa Pride 2026: “È la quinta edizione del nostro Pride. Qualche anno fa sembrava impossibile, eppure ormai il Ragusa Pride è una realtà consolidata che si arricchisce di anno in anno di nuovi apporti e contenuti. E senza dubbio Arcigay è stata fondamentale nella realizzazione di questo sogno, è stata il motore propulsore e continuerà ad esserlo, accanto alle tante nuove realtà che oggi fanno parte della Rete Pride.”