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Emergenza bagnini di salvataggio in provincia di Ragusa

La Sns di Ispica-Pozzallo: "Sempre più difficile reperire personale qualificato"

09 Giugno 2026, 05:17

05:20

Emergenza bagnini di salvataggio in provincia di Ragusa

Un bagnino in azione

Emergenza assistenti bagnanti in provincia di Ragusa: il settore fatica a trovare personale con qualifiche adeguate.

A lanciare l’allarme è la Società Nazionale di Salvamento – sezione Ispica-Pozzallo, per voce del direttore Fabio Biagio Fidone, che descrive un quadro ormai critico per l’intero comparto balneare ibleo.

«Da diversi anni registriamo una crescente difficoltà nel reperire bagnini di salvataggio qualificati, ma quest’anno l’emergenza ha raggiunto livelli ancora più preoccupanti», dichiara Fidone.

Tra le cause principali spicca la perdurante indisponibilità degli impianti natatori nel territorio provinciale. Al momento risulta operativa soltanto la piscina di Ragusa, mentre gli impianti di Comiso, Vittoria, Modica e Pozzallo restano chiusi, senza una data certa di riapertura.

Particolarmente delicata la situazione a Modica, dove la struttura è ancora ferma per questioni burocratico‑amministrative e, secondo le notizie più recenti, anche per profili legati alla sicurezza dell’impianto.

«Le piscine rappresentano il luogo fondamentale per la formazione, l’addestramento e il mantenimento delle competenze dei futuri assistenti bagnanti. La loro indisponibilità costituisce un ostacolo enorme alla preparazione di nuovo personale e al rinnovo delle abilitazioni già esistenti», prosegue Fidone.

A complicare ulteriormente il quadro intervengono le nuove disposizioni ministeriali in materia di salvamento, che hanno introdotto procedure più complesse sia per l’accesso ai corsi sia per il rinnovo dei brevetti.

Preoccupa inoltre la posizione degli assistenti bagnanti minorenni: il 2026, allo stato attuale, sarà l’ultimo anno in cui i minori potranno essere impiegati nell’attività di assistenza. Fino a febbraio 2026 i titolari di brevetto under 18 non potevano lavorare; solo con l’intervento del Decreto Milleproroghe è stata concessa una proroga che ne consente l’impiego fino al 30 settembre 2026.

«Si tratta di una misura che ha consentito di dare una risposta temporanea alle esigenze della stagione estiva, ma che non risolve il problema strutturale della carenza di personale. Senza interventi concreti e senza un adeguato ricambio generazionale, il settore rischia di trovarsi nei prossimi anni in una situazione ancora più critica», sottolinea Fidone.

A questo si aggiunge un mutamento sociale che coinvolge le nuove generazioni: sempre meno giovani scelgono lavori stagionali estivi. Molti dei ragazzi già in possesso di brevetto hanno oggi un’occupazione stabile durante tutto l’anno e, comprensibilmente, non intendono lasciare il posto per due soli mesi di stagione balneare.

La penuria di figure qualificate incide direttamente anche sugli operatori: i concessionari di lidi e stabilimenti sono tenuti per legge a garantire la presenza di assistenti bagnanti abilitati per poter aprire e lavorare regolarmente.

«È necessario che istituzioni, enti locali e operatori del settore prendano piena coscienza della situazione. Il problema esiste, è reale e sta diventando ogni anno più grave. Se non si interviene rapidamente sulla riapertura degli impianti natatori, sulla formazione e sulla valorizzazione della figura dell’assistente bagnanti, il rischio è quello di mettere in seria difficoltà l’intero comparto turistico-balneare della provincia», conclude il direttore della Società Nazionale di Salvamento sezione Ispica-Pozzallo, Fabio Biagio Fidone.

La Società Nazionale di Salvamento rinnova pertanto l’appello alle amministrazioni competenti perché si agisca con urgenza per riaprire le strutture natatorie del territorio e sostenere un settore imprescindibile per la sicurezza delle spiagge, dei bagnanti e delle attività balneari della provincia di Ragusa.