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Ragusa e il servizio idrico: “Tariffe tra le più basse d’Italia, ma il sistema resta fragile”. L’analisi del presidente Ati Bartolo Giaquinta

"La nostra provincia ha un merito anche se non dobbiamo dimenticare le difficoltà strutturali con cui ci confrontiamo"

10 Giugno 2026, 05:30

05:40

Ragusa e il servizio idrico: “Tariffe tra le più basse d’Italia, ma il sistema resta fragile”. L’analisi del presidente Ati Bartolo Giaquinta

Il sindaco Lino Giaquinta è presidente dell'Ati Ragusa


Il Servizio Idrico Integrato della provincia di Ragusa applica una delle tariffe più basse d’Italia. Lo afferma il presidente dell’ATI Ragusa, Bartolo Giaquinta, che interviene nel dibattito aperto dagli ultimi report di Federconsumatori e Cittadinanzattiva, riportati da diverse testate.
Un dato positivo, sottolinea Giaquinta, che però non deve far dimenticare le criticità strutturali con cui il sistema idrico ibleo continua a fare i conti.

Un sistema complesso: come funziona il Servizio Idrico Integrato
Il Servizio Idrico Integrato (SII) comprende tutte le fasi del ciclo dell’acqua: dalla captazione alla distribuzione, dalla fognatura alla depurazione.
La gestione avviene su base territoriale attraverso gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), governati dagli Enti di Governo d’Ambito (EGATO). In Sicilia questi enti coincidono con le Assemblee Territoriali Idriche (ATI), composte dai sindaci dei comuni dell’ATO.

Nel caso di Ragusa, l’Ato coincide con l’intera provincia: 12 comuni, un unico sistema idrico.

Le tariffe vengono predisposte dagli EGATO e approvate da ARERA, l’autorità nazionale che vigila sulla correttezza dei metodi tariffari e sulla tutela degli utenti.

Le tariffe: Ragusa tra le più economiche in Sicilia e in Italia
Gli studi di Federconsumatori Sicilia, riferiti a una famiglia tipo di tre persone con consumo annuo di 182 m³, collocano Ragusa a 513,48 euro annui, sotto la media regionale e sotto la media nazionale (527,53 euro).

Cittadinanzattiva, con un diverso metodo di calcolo, indica per Ragusa una spesa di 504 euro (ipotesi A, 182 m³), con una lieve riduzione rispetto al 2024.

Ma il dato più rilevante arriva dal gestore d’ambito, Iblea Acque:
per la stessa tipologia di utenza e consumo, la simulazione di fattura 2025 indica un costo di 277,27 euro.

«Un valore che – afferma Giaquinta – conferma come Ragusa applichi una delle tariffe idriche più basse d’Italia. Un risultato importante, frutto della scelta unanime dei comuni di mantenere una gestione totalmente pubblica tramite Iblea Acque».

Il nodo delle perdite idriche: Ragusa al 58%
Se sul fronte tariffario Ragusa si distingue positivamente, il quadro cambia quando si analizzano le perdite di rete.
Secondo i dati disponibili, l’ATO di Ragusa disperde circa il 58% dell’acqua immessa in rete, un valore elevato ma comunque in linea con molte realtà siciliane:

Catania (Acoset): 75,4%

Siracusa: 68,2%

Palermo: 54,8%

Messina: 54,4%

Agrigento: 51,2%

Enna: 46,8%

Caltanissetta: 38,6%

Trapani: 20% (stima)

Giaquinta precisa però un elemento fondamentale:
«Nel nostro ambito l’acqua dispersa non ricade in tariffa, perché proviene interamente da pozzi e sorgenti. Non acquistiamo acqua da SiciliaAcque. Ma questo non significa che l’acqua possa essere sprecata».

Smart meter e investimenti: la priorità è modernizzare la rete
Per ridurre sprechi e inefficienze, ATI e Iblea Acque stanno puntando su due direttrici:

1. Installazione degli smart meter
I nuovi contatori intelligenti permettono la lettura automatica e continua dei consumi, riducendo errori, stime e anomalie.
«Iblea Acque – spiega Giaquinta – ha già avviato l’installazione degli smart meter e continuerà a farlo man mano che reperirà risorse».

2. Ricerca e riparazione delle perdite
Interventi indispensabili per ridurre i costi di captazione e migliorare l’efficienza del sistema.
«Le perdite sono un problema nazionale: in Italia si disperde dal 30 al 50% dell’acqua immessa in rete. Servono più fondi statali e regionali dedicati alle infrastrutture idriche».

La vera criticità: la bollettazione
La sfida più complessa, secondo Giaquinta, non è stata tecnica ma amministrativa:
«Siamo passati da 13 sistemi idrici diversi – i 12 comuni più le ex zone industriali – con banche dati non allineate, contatori assenti o non funzionanti, sistemi di misura eterogenei. Questo ha generato inevitabili disagi e incongruenze nelle bollette».

Iblea Acque sta lavorando per uniformare i sistemi, aggiornare le banche dati e garantire che «tutti paghino il giusto».
Un punto cruciale per la sostenibilità economica del servizio: «È fondamentale che tutti gli utenti paghino il servizio idrico, altrimenti il sistema non può reggersi».

“Gestione pubblica, difficoltà enormi ma risultati concreti”
Giaquinta rivendica la scelta politica dell’ATI Ragusa:
«Abbiamo voluto una gestione totalmente pubblica. Iblea Acque, nata nel 2023, ha ereditato un sistema frammentato e complesso, ma sta affrontando e risolvendo problemi strutturali enormi. L’obiettivo è offrire un servizio moderno, efficiente e trasparente».


Ragusa paga una delle tariffe idriche più basse d’Italia, ma il sistema resta fragile e richiede investimenti massicci per ridurre le perdite, modernizzare la rete e stabilizzare la bollettazione.
Una sfida che ATI e Iblea Acque stanno affrontando in un contesto regionale e nazionale segnato da criticità diffuse.