Attualità
Chiaramonte, al via i momenti dedicati al protettore San Giovanni
Il messaggio ai fedeli dell'arciprete rettore: "Apriamo il nostro cuore a giorni di grazia"
Chiaramonte Gulfi si appresta a vivere i giorni dedicati al protettore San Giovanni Battista in un clima di intensa attesa, quasi tangibile, come se l’intera comunità trattenesse il respiro prima di immergersi nel tempo della solennità.
La prima fase delle celebrazioni, da giovedì 11 giugno a martedì 16 giugno, segna l’avvio di un cammino non soltanto devozionale, ma profondamente identitario. Lo ha ricordato l’arciprete-rettore, don Graziano Martorana, con parole che hanno toccato il cuore dei fedeli: "Non stiamo inaugurando un calendario di eventi, ma aprendo il cuore a giorni di grazia. San Giovanni non ci chiede di partecipare: ci chiede di convertirci, di ritrovare la verità di noi stessi".
Giovedì 11 giugno, alle 13.30, il suono a festa delle campane delle chiese cittadine, l’esibizione della banda e lo sparo di colpi a cannone daranno ufficialmente il via a un percorso che, come ha sottolineato il sacerdote, "non si misura con il numero delle iniziative, ma con la disponibilità interiore di ciascuno. La festa non è un’abitudine: è un appello. E ogni appello chiede una risposta".
Le celebrazioni eucaristiche serali costituiranno il primo passo di un itinerario che, giorno dopo giorno, condurrà la città al cuore della ricorrenza. Dal 12 al 15 giugno si rinnoveranno i momenti che da sempre scandiscono la preparazione spirituale: messe quotidiane, adorazione, preghiere comunitarie e incontri di riflessione a partire dalle 17.30.
Don Martorana ha insistito su un punto per lui essenziale: "Non possiamo vivere questi giorni come spettatori. San Giovanni ci chiede di essere protagonisti della nostra fede, di non delegare ad altri ciò che solo noi possiamo offrire: il nostro sì, la nostra disponibilità, la nostra capacità di amare".
Un invito, quello del parroco, anche a sottrarsi al ritmo frenetico della quotidianità: "La festa non è una parentesi, ma un’occasione per rimettere ordine. Se non ci fermiamo, se non ascoltiamo, se non ci lasciamo toccare, rischiamo di perdere il senso profondo di ciò che celebriamo".
Martedì 16 giugno segnerà una tappa cardine, con celebrazioni particolarmente partecipate. La messa delle 19.30 sarà presieduta da padre Gaston Kaboy Tumpombo.
Una giornata di passaggio, quasi un ponte verso la settimana successiva: dal 16 al 22 giugno si susseguiranno gli appuntamenti più attesi — messe dedicate alle diverse realtà cittadine, momenti di preghiera e solenni liturgie — che accompagneranno la comunità verso la festa esterna.
Ogni giorno, alle 18.30, Rosario, coroncina di lodi e litanie cantate; alle 19.30 la santa messa, con la benedizione impartita tramite la reliquia del santo patrono.
"In questi giorni", ha ricordato ancora l’arciprete, "San Giovanni ci invita a guardare oltre noi stessi. Ci chiede di essere luce, come lui lo è stato per Cristo. Una luce che non abbaglia, ma orienta; non giudica, ma accompagna; non divide, ma unisce".
Il sacerdote ha infine rivolto alla città un appello che è insieme richiamo e incoraggiamento: "Viviamo questi giorni con rispetto, con fede, con responsabilità. La festa è un dono, ma è anche un compito. Non basta partecipare: bisogna lasciarsi trasformare. San Giovanni ci accompagni, ci protegga e ci insegni a essere uomini e donne di verità".
Così Chiaramonte Gulfi si prepara a entrare nel tempo della festa con la consapevolezza che ciò che sta per vivere non è soltanto un insieme di riti, ma un’esperienza condivisa di fede, memoria e identità. E, come ha concluso don Martorana, "se apriamo davvero il cuore, questi giorni non passeranno invano".