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Ordine pubblico a Comiso, il questore ospite in consiglio comunale

Le varie forze politiche hanno manifestato il disagio vissuto dalla comunità dopo gli ultimi episodi legati a risse e non solo

11 Giugno 2026, 08:17

08:20

Ordine pubblico a Comiso, il questore ospite in consiglio comunale

L'incontro con il questore in aula consiliare

Le criticità del centro storico di Comiso, l’ordine pubblico e la percezione di sicurezza dei residenti sono state al centro dell’incontro pubblico svoltosi ieri mattina nell’aula consiliare del Municipio, alla presenza del questore di Ragusa, dott. Salvatore Fazzino, accompagnato dalla dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Comiso, dott.ssa Eva Carpintieri.

Il questore è stato accolto dal sindaco Maria Rita Schembari, che lo aveva invitato in città dopo il susseguirsi di risse e altri episodi che hanno allarmato la comunità. Con lei la presidente del Consiglio comunale, Manuela Pepi, alcuni componenti della Giunta, gli assessori Dante Di Trapani e Giovanni Assenza, la vicepresidente del Consiglio Mariella Giurato, numerosi consiglieri di maggioranza e opposizione, cittadini in rappresentanza di comitati nati nei quartieri più problematici, diversi parroci, rappresentanti di categoria, uno dei referenti della comunità islamica, Zouhaier Amor, e molti commercianti, in particolare della parte antica della città.

Pepi, che ha moderato i lavori, ha ringraziato il questore per la disponibilità al confronto con il territorio, sottolineando come tale apertura non sia scontata.

Nel suo intervento, il sindaco Schembari ha rimarcato che i problemi più evidenti degli ultimi anni riguardano il centro storico e sono stati causati “da immigrati maschi adulti”, cui fanno da contraltare “giovani comisani che creano altri problemi nelle periferie residenziali, segnatamente si tratta di maleducazione violenta, tant’è che impediscono il normale svolgimento della vita quotidiana”. La prima cittadina ha inoltre richiamato l’importanza di denunciare i comportamenti delinquenziali per poter incidere concretamente sulla situazione.

Zouhaier Amor, residente a Comiso da oltre quarant’anni, ha ribadito il profondo legame con la città, osservando che alcuni quartieri sono diventati molto critici. “Occorre trovare una soluzione, stranieri e locali devono collaborare a questo scopo – ha detto -. Certamente chi sbaglia deve pagare, perché bisogna cancellare l’idea dell’impunità per chi delinque. Inoltre, bisogna fare di più nei controlli su chi affitta garage e immobili, spesso a prezzi alti, dove poi vengono sistemate sei, sette, otto persone in condizioni non ottimali. Chi controlla chi affitta le case?

Sulla necessità di superare la percezione di impunità, recuperare il senso di sicurezza e rafforzare la presenza dello Stato si sono soffermati vari consiglieri comunali. Ipaichella ha richiamato l’urgenza che “le persone oneste si riapproprino degli spazi”; Guastella ha chiesto una più intensa attività delle forze dell’ordine non solo nel cuore della città ma anche nelle zone periferiche e presso gli istituti scolastici. Gaglio e Muscarà hanno invocato una presenza continua nei punti sensibili, proponendo lo stazionamento di una pattuglia in piazza Fonte Diana o comunque nell’area monumentale, oltre a un pattugliamento più serrato delle periferie come deterrente, con controlli più frequenti. Anche loro hanno insistito sulla diffusa idea di impunità tra chi delinque.

I consiglieri Presti, Modica e Bellassai hanno posto l’accento sul binomio sicurezza-libertà: “occorre tornare a vivere senza paura, c’è l’esigenza di essere tutelati”. Bellassai ha parlato di “degrado che mette in pericolo la civile convivenza”, ricordando episodi di vandalismo anche a Pedalino. Ha sollecitato un potenziamento dei controlli per evitare “bivacchi e pernottamenti abnormi”, ha accennato al “business che ruota attorno agli immigrati” e ha proposto “una mappatura delle aree critiche, un censimento degli immobili non abitati, un rafforzamento dei controlli in città, un canale pubblico di segnalazioni”.

Numerosi cittadini sono intervenuti confermando le criticità già emerse e lamentando come troppe porzioni del tessuto urbano risultino oggi invivibili o a rischio.

L’assessore Di Trapani ha delineato un quadro ampio e complesso: “Integrazione e sostituzione sono i veri punti critici. Perché, se è vero che taluni stranieri sembrano non voler accettare le regole del buon vivere dettate dalla legge italiana, è altresì vero che l’abbandono di interi quartieri e la sostituzione del tessuto sociale finisce col creare degrado e insicurezza. Quindi tutti gli attori sociali siamo chiamati a intervenire per ricreare sicurezza”. Ha poi ribadito la centralità delle denunce, definendole il presupposto di qualsiasi provvedimento, e ha annunciato: “Effettueremo controlli preventivi sugli immobili e sulle residenze effettive oltre a iniziative antibivacco”.

A chiusura, l’intervento del questore Fazzino: “Sono, questi, problemi diffusi in tutta la provincia. A Comiso si evidenzia un problema di percezione della sicurezza e un problema di sicurezza effettiva. Non sarà un massiccio intervento delle forze dell’ordine di qualche giorno o di una settimana a risolvere i problemi, bensì occorre una strategia comune tra istituzioni, associazioni, agenzie educative, singoli cittadini per gestire insieme le nostre risorse. In provincia di Ragusa ci sono 35.000 immigrati regolari, certamente vi è una sparuta minoranza di criminali che condiziona la maggioranza silente e collaborativa. A Comiso, abbiamo già monitorato alcune strade del centro storico, ma occorre denunciare i fatti violenti, segnalare attraverso le app istituzionali per velocizzare gli interventi, le forze dell’ordine avranno ancora una maggiore presenza visiva, ma occorre ricercare una soluzione condivisa per andare al cuore delle varie criticità. A Comiso è presente un altro problema, quello delle truffe poco segnalate. In definitiva, denunciare significa mettere le forze dell’ordine nelle condizioni di agire, indagare e, alla fine, i colpevoli saranno individuati e arrestati”.