Attualità
Vittoria, Passo Scarparo continua a bruciare: "Fino a quando andrà bene?"
La denuncia dell'ambientalista di Terre Pulite Andrea Di Priolo
L’allarme è scattato nel primo pomeriggio di ieri, quando una densa colonna di fumo si è alzata dalla zona di Passo Scarparo, visibile già dalla Ss 115 tra Ragusa e Comiso. A raccontare quanto accaduto è Andrea Di Priolo, attivista dell’associazione Terre Pulite, che ieri si è trovato sul posto e ha assistito in prima persona all’ennesimo incendio nell’area di Casmene Petra, uno dei punti più critici del territorio vittoriese.
Secondo Di Priolo, la situazione è stata gestita con grande professionalità dai vigili del fuoco, intervenuti rapidamente e riusciti a contenere le fiamme prima che potessero raggiungere zone ancora più sensibili. Un intervento efficace, che però non cancella la domanda che da anni accompagna questo tratto di campagna: fino a quando si potrà continuare a sperare che “vada bene”?
L’attivista ricorda che proprio durante la campagna elettorale il tema ambientale era stato posto al centro del dibattito pubblico. Lo stesso sindaco Francesco Aiello aveva più volte richiamato l’attenzione su Passo Scarparo, sulle discariche abusive e sulle fumarole che continuano a bruciare nelle campagne. Oggi, a distanza di mesi, Di Priolo torna a chiedere risposte concrete: a che punto è il percorso di bonifica? Quali tempi sono previsti? Quali interventi sono stati programmati?
La preoccupazione non riguarda solo il degrado ambientale. A poche centinaia di metri dall’area interessata dagli incendi si trovano infatti la centrale di Giardinello e i pozzi dell’acqua potabile che riforniscono migliaia di famiglie. Una zona così delicata, sottolinea Di Priolo, non può essere lasciata all’incuria o alla speranza che ogni incendio venga domato in tempo. Servono controlli costanti, monitoraggi puntuali e soprattutto una bonifica definitiva dei rifiuti che continuano ad alimentare roghi e fumi tossici.
«Ieri è andata bene — afferma Di Priolo — ma un territorio non può essere affidato agli eventi». L’appello è chiaro: servono interventi certi, tempi chiari e responsabilità definite, perché la sicurezza ambientale non può essere rimandata né affidata alla fortuna.