Attualità
Ragusa e la piazza che non è una piazza
La denuncia della consigliera Caruso su "Piazza Monte Pellegrino": "Spiegateci che scelte sono state fatte, non le comprendiamo"
La consigliera comunale Rossana Caruso ha depositato un atto ispettivo indirizzato al sindaco e all’assessore ai Lavori pubblici per fare chiarezza sulla vicenda di piazza Monte Pellegrino, uno spazio che la toponomastica comunale classifica come piazza ma che, nella realtà, risulta ancora in gran parte sterrato e privo di una sistemazione definitiva.
Da anni i residenti segnalano disagi e sollecitano un intervento risolutivo: l’area, infatti, non presenta le caratteristiche tipiche di un luogo pubblico urbano e, soprattutto in caso di maltempo, crea difficoltà a chi abita nel quartiere.
«Parliamo di una situazione che si trascina da decenni – dichiara Caruso -. Una piazza esiste sulla carta, ma nei fatti continua a presentarsi come un’area incompleta e priva dei necessari interventi di urbanizzazione. È doveroso comprendere cosa abbia impedito finora la sua realizzazione e quali siano le intenzioni dell’Amministrazione per il futuro».
Con l’interrogazione, la consigliera chiede di conoscere se esista o sia mai esistito un progetto di realizzazione o riqualificazione dell’area, quali atti amministrativi siano stati adottati nel tempo e quale sia l’attuale stato dell’iter.
Domanda inoltre di chiarire la titolarità dei suoli, verificando se l’area sia interamente comunale o comprenda porzioni private, nonché l’eventuale avvio di procedure di esproprio o acquisizione e gli esiti di eventuali accordi con soggetti privati.
Il quesito mira anche a individuare le cause – tecniche, amministrative, urbanistiche o finanziarie – che hanno impedito il completamento dell’opera e a sapere se l’Amministrazione intenda programmare interventi di riqualificazione, urbanizzazione o sistemazione definitiva, indicando eventuali tempistiche.
Contestualmente, Caruso ha richiesto la trasmissione di tutta la documentazione disponibile su piazza Monte Pellegrino: progetti, delibere, determine, planimetrie, pareri tecnici, studi di fattibilità e ogni atto relativo a procedure di acquisizione o esproprio.
«I residenti hanno diritto a conoscere la storia amministrativa di quest’area e ad avere risposte chiare sul suo futuro – conclude Caruso -. Dopo tanti anni di attesa, è necessario capire se esistano ostacoli ancora da superare oppure se vi siano finalmente le condizioni per restituire dignità e funzionalità a uno spazio che dovrebbe essere una vera piazza al servizio della comunità».