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Attualità

La sfilata di Brunello Cucinelli a Modica, Confcommercio: "La città avrebbe potuto essere coinvolta di più e meglio"

L'analisi del presidente sezionale Giorgio Moncada e la riflessione su un'occasione di portata straordinaria che avrebbe potuto avere una ricaduta ancora ulteriore

14 Giugno 2026, 11:47

11:50

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Il presidente sezionale Confcommercio Modica Giorgio Moncada

Per Giorgio Moncada, presidente della sezione Confcommercio di Modica, «La sfilata di Brunello Cucinelli a Modica è stata, senza dubbio, un evento straordinario». Un giudizio che motiva così: «Straordinario per la bellezza del contesto, per il prestigio internazionale della maison, per la capacità di coniugare moda, arte, territorio e identità mediterranea».

Moncada rivolge un plauso sentito all’imprenditore umbro: «A Brunello Cucinelli va il nostro grazie. Non soltanto per ciò che rappresenta nel panorama mondiale del lusso, ma per i valori umani che da anni accompagnano il suo percorso. In un tempo in cui il successo viene misurato solo attraverso i numeri, lui continua a ricordarci che impresa può significare anche comunità, cultura, rispetto della persona e responsabilità sociale».

Il presidente evidenzia la risonanza ottenuta dal capoluogo barocco: «Le immagini della scalinata di San Giorgio hanno fatto il giro dei media nazionali e internazionali. Sarebbe miope non riconoscerlo».

E introduce una valutazione più ampia: «Sarebbe altrettanto miope non chiederci cosa questa esperienza potrà lasciare in eredità alla città. Le grandi manifestazioni non si misurano solo dalla visibilità che generano, ma dalla partecipazione, dall’appartenenza, dalle ricadute diffuse».

Da qui una considerazione sul metodo con cui l’attuale amministrazione gestisce le iniziative di maggior profilo, «in una dimensione molto elevata, forse talvolta troppo elevata, e poco permeabile al confronto con il tessuto vivo della città».

«È un peccato» aggiunge, «perché quando si rappresenta una comunità, bisogna dialogare con ciò che essa è realmente, non solo con ciò che si immagina che sia».

Moncada richiama l’attenzione sulla Modica operosa: «Il successo contemporaneo della città è costruito dalla laboriosità di migliaia di persone: commercianti, artigiani, professionisti, imprenditori, lavoratori che si alzano all’alba e rientrano a casa quando la giornata è già finita. Questa parte della città — la più grande — ha probabilmente percepito solo in parte la portata dell’evento».

Per ampliare il coinvolgimento, elenca alcune ipotesi di lavoro: «Si sarebbe potuto immaginare un percorso di avvicinamento: una sfilata dedicata ai giovani talenti modicani, momenti pubblici aperti alla cittadinanza, iniziative culturali diffuse. Oppure chiedere alla maison un ulteriore sforzo di connessione con la città: un concerto aperto al pubblico, un progetto artistico permanente, l’adozione simbolica di uno spazio urbano».

E insiste: «Si parla molto di sinergia. E la sinergia, per sua natura, dovrebbe produrre benefici reciproci e percepibili».

Chiarisce, tuttavia, che non vi è alcuna volontà di sminuire quanto accaduto: «Il valore della sfilata è indiscutibile. Le mie parole vogliono solo contribuire a migliorare il modo in cui occasioni di questa portata possono essere vissute dalla comunità che le ospita».

Con una punta di ironia personale, il dirigente confessa: «Qualcuno potrebbe suggerirmi di rivolgermi a un bravo oculista: ammetto di soffrire di una certa miopia. Fortunatamente solo da un occhio, perché con l’altro continuo a vedere piuttosto bene. E forse è proprio quell’occhio che mi porta a osservare le cose dal livello della strada. Del resto, faccio il “putiaro” e ho sempre avuto il vizio di volare basso».

La chiosa è affidata a un’immagine popolare: «Parafrasando una celebre pubblicità, la città ha certamente apprezzato l’evento… ma non si è ancora leccata le dita. E si sa: se non lecchi le dita, godi soltanto a metà».

Quindi l’auspicio: «C’è ancora tempo per riflettere, imparare e migliorare. E chissà, magari il nostro stimato sindaco ci sorprenderà con una conferenza stampa che coinvolga tutti i giornalisti — anche quelli locali — e ci renderà partecipi dei numeri. Perché le grandi opportunità non vanno soltanto celebrate. Vanno condivise».

«Buon lavoro a tutti» conclude Moncada, rivolgendo anche «un grazie sincero all’amministrazione per l’impegno profuso».