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Attualità

Sampieri e i giorni di battaglia di Arato: "Vogliono buttarmi fuori da casa, ma non ci riusciranno"

Sullo sfondo una complessa vicenda riguardante i terreni attigui alla fornace Penna

14 Giugno 2026, 14:07

14:10

Sampieri e i giorni di battaglia di Arato: "Vogliono buttarmi fuori da casa, ma non ci riusciranno"

Giovanni Arato "difende" la propria abitazione

La tensione che nei giorni scorsi ha attraversato Punta Pisciotto, a Sampieri, continua a far discutere e a generare reazioni. È qui che si è consumato l’ennesimo capitolo di una vicenda complessa, legata alle storiche proprietà riconducibili al Barone Penna, un mosaico di terreni e fabbricati che da decenni alimenta contenziosi e rivendicazioni. Al centro della scena c’è l’abitazione a pochi metri dalla Fornace Penna, dove vive da oltre cinquant’anni la famiglia di Giovanni Arato, figura nota nel mondo agricolo siciliano e protagonista delle battaglie del movimento dei Forconi.

Nei giorni scorsi, l’arrivo degli operai incaricati da una società privata — che rivendica la piena proprietà dell’immobile dopo averne acquisito il titolo — ha fatto precipitare la situazione. Arato, sentendosi minacciato e deciso a difendere quella che considera casa sua, si è barricato all’interno dell’abitazione, impedendo qualsiasi intervento. La tensione è salita rapidamente, con momenti di forte agitazione che hanno richiesto l’intervento dei Carabinieri della Tenenza di Scicli, chiamati a riportare la calma e ad ascoltare le parti coinvolte. Dopo ore di stallo, gli operai hanno sospeso le operazioni, facendo rientrare almeno temporaneamente l’emergenza. Ma nessuno, tra i presenti, ha avuto l’impressione che la questione fosse davvero chiusa.

A confermarlo sono le parole che Arato ha affidato ai social nelle ultime ore, un messaggio che ha raccolto decine di commenti e che racconta il clima emotivo che sta vivendo. Parla di “giorni di battaglia”, di una lotta che non riguarda solo un immobile, ma un’intera storia familiare e personale. Ringrazia gli agricoltori, gli amici, i compagni delle proteste dei Forconi, ricordando come in queste ore stia ricevendo messaggi da tutta la Sicilia: persone pronte a mettersi in macchina e raggiungerlo, anche percorrendo centinaia di chilometri. Dice che è questo a dargli forza, “la vera ricchezza”, la consapevolezza di non essere solo. E aggiunge che la solidarietà ricevuta è “la vittoria più bella”, qualcosa che dura più di qualsiasi risultato materiale.

Il suo messaggio ha riacceso il dibattito. C’è chi lo sostiene apertamente, ricordando le battaglie condivise negli anni e denunciando un sistema che, a loro dire, lascia troppo spesso gli agricoltori soli davanti a burocrazia, contenziosi e pressioni economiche. Altri sottolineano come la vicenda di Pisciotto sia solo l’ennesimo esempio di una gestione intricata delle proprietà legate al Barone Penna, un tema che da decenni genera tensioni e che continua a produrre situazioni difficili da risolvere.

Quel che è certo è che la controversia non si è affatto chiusa con il ritiro degli operai. Le posizioni restano distanti e non si esclude che nelle prossime settimane possano esserci nuovi sviluppi, anche sul piano giudiziario. A Sampieri resta l’immagine di una casa che diventa simbolo di una battaglia più ampia: quella per il diritto alla continuità, alla memoria, alla terra. E resta la voce di Arato, che nelle ultime ore ribadisce che la lotta continua, sostenuto da una rete di persone che, almeno per lui, rappresentano la parte più viva e solidale di questa storia.