Attualità
"Sono io il runner investito da un ciclista che non mi ha soccorso. Serve più sicurezza"
Marina di Ragusa, parla Gianluca Bergamo che si rivolge al sindaco Cassì. Ecco per quale motivo
Gianluca Bergamo trasforma un episodio personale in un appello pubblico che chiama in causa sicurezza, responsabilità e manutenzione della pista ciclopedonale più frequentata dai ragusani. Questa mattina, mentre correva lungo il tratto che collega Ragusa a Marina, all’altezza dell’incrocio di Punta di Mola, è stato travolto da un ciclista. Un impatto improvviso, violento, che lo ha lasciato a terra, vulnerabile, sotto il sole. L’uomo che lo aveva investito si è inizialmente fermato, salvo poi allontanarsi senza verificare davvero le sue condizioni. Un gesto che Bergamo definisce doloroso, ma che non cancella la solidarietà ricevuta da chi, invece, non ha esitato a fermarsi.
A soccorrerlo sono stati passanti e sportivi che percorrevano la stessa pista: qualcuno gli ha portato acqua, altri si sono messi davanti a lui per fargli ombra, proteggendolo dal sole mentre attendeva l’arrivo dell’ambulanza. «La loro solidarietà è stata la mia forza in un momento così buio», racconta Bergamo, in un post social, in cui ha voluto ringraziare pubblicamente tutti coloro che non hanno voltato lo sguardo altrove.
Dal suo racconto nasce però anche una richiesta precisa rivolta al sindaco Peppe Cassì. Con l’estate alle porte e un flusso crescente di runner, ciclisti e famiglie che ogni giorno utilizzano la pista ciclopedonale, Bergamo chiede un intervento immediato sul tratto di Punta di Mola, dove le piante ornamentali invadono la già stretta corsia pedonale. «Vanno potate e riportate in linea con la rete metallica», afferma, convinto che un’azione semplice e rapida possa evitare nuovi incidenti.
Il suo appello non è solo personale: «Grazie Sindaco a nome di tutti gli sportivi che percorrono giornalmente la nostra bellissima pista ciclopedonale». Una richiesta che si inserisce nel tema più ampio della sicurezza degli spazi pubblici e della necessità di una manutenzione costante, soprattutto nei mesi in cui la fruizione aumenta in modo significativo.
L’episodio di oggi diventa così un monito e, allo stesso tempo, un invito a intervenire prima che altri possano trovarsi nella stessa situazione. Un richiamo alla responsabilità collettiva, ma anche alla cura di un’infrastruttura che rappresenta uno dei luoghi più vissuti e apprezzati della costa ragusana.