Attualità
Parco degli Iblei, la Lav di Ragusa: "Vittoria storica, ma la vigilanza resti altissima"
"Diventi scudo impenetrabile contro la legge Sparatutto"
Punto di svolta per il Sud-Est siciliano. Con la storica pronuncia del TAR di Catania, che ha riconosciuto il dovere legale di procedere all’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, si chiude una lunga stagione di ostruzionismi, rinvii e tutele negate.
Un esito che premia la tenacia di chi, come Marco Mastriani e le associazioni ambientaliste e animaliste, ha continuato a credere nel primato della natura e della legalità di fronte agli assalti di trivellatori, speculatori e cacciatori.
«Dovremmo fare cento salti di gioia e festeggiare questo sblocco definitivo», dichiara il punto di riferimento LAV Ragusa.
«L’espressione “è istituito” contenuta nella norma nazionale non è un’opzione, ma un preciso obbligo a cui la Regione Siciliana non può più sottrarsi. È la vittoria della bellezza e del progresso culturale contro una visione preistorica del territorio.»
All’entusiasmo per lo sblocco del Parco degli Iblei si affianca, in queste ore, una forte preoccupazione per quanto avviene a Roma. Mercoledì prossimo approderà infatti in Aula al Senato il contestato Disegno di legge “Sparatutto”, fortemente voluto dal ministro Lollobrigida e sostenuto dalla maggioranza parlamentare, nonostante la dura lettera di censura inviata dalla Commissione europea a fine 2025 (rimasta riservata finché le associazioni non l’hanno resa pubblica).
Gli emendamenti peggiorativi approvati in Commissione lo scorso 13 maggio delineano scenari allarmanti: caccia sulle spiagge (demanio marittimo), ampliamento delle specie cacciabili – tra cui lo stambecco e l’oca selvatica, già rarissima – e persino il tentativo di limitare le proteste.
In un contesto nazionale di progressivo smantellamento delle garanzie per la fauna selvatica, la formale e blindata istituzione del Parco Nazionale degli Iblei assume il valore di un presidio indispensabile.
Nonostante i tentativi, a livello centrale, di sdoganare la cosiddetta “caccia selvaggia” anche nelle aree protette e in ambito urbano, LAV Ragusa ribadisce che il territorio ibleo deve restare un santuario inviolabile.
I perimetri del Parco dovranno costituire un limite invalicabile per le doppiette. Basta mistificazioni: le uniche categorie che oggi temono realmente il Parco sono i trivellatori, i cavatori a fine concessione e il mondo venatorio. Le narrazioni su presunti “blocchi totali all’economia” sono espedienti retorici usati da chi intende continuare a depredare fauna e suolo.
«Mentre a livello nazionale ci prepariamo a rendere pubblici i nomi dei Senatori che voteranno a favore di una legge scellerata e pericolosa anche per la sicurezza pubblica, a livello locale festeggiamo la nascita del Parco e ci prepariamo a difenderlo. L’evoluzione culturale e la transizione ecologica non si fermano con le minacce o con lo squadrismo mediatico. Gli Iblei sono delle persone perbene, degli agricoltori onesti, dei cittadini e degli animali che popolano questa terra. E i cacciatori dovranno farsene una ragione: qui non si spara».