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Attualità

Terapia del dolore, all'Asp di Ragusa la neurostimolazione del ganglio della radice dorsale

Una possibilità terapeutica avanzata per i pazienti che convivono con forme croniche persistenti

17 Giugno 2026, 13:47

13:50

Terapia del dolore, all'Asp di Ragusa la neurostimolazione del ganglio della radice dorsale

L'equipe della terapia del dolore all'Asp di Ragusa

All’ASP di Ragusa è attiva una soluzione terapeutica avanzata per pazienti alle prese con forme di dolore cronico persistente, refrattarie ai percorsi tradizionali. Si tratta della neurostimolazione del ganglio della radice dorsale, tecnica mini-invasiva che modula la trasmissione degli impulsi lungo le vie nervose, con l’obiettivo di attenuare la sintomatologia e migliorare la qualità di vita.

La procedura è eseguita dallo Spoke di Terapia del Dolore, diretto dalla dottoressa Jessica Naimo, ed è indicata in specifiche condizioni di dolore neuropatico e in quadri cronici localizzati, soprattutto quando farmaci e riabilitazione non garantiscono un controllo adeguato.

Può essere presa in considerazione anche in presenza di algie persistenti dopo interventi chirurgici, ortopedici o di altra natura, e nei casi in cui una lesione o l’irritazione di un nervo provochino sofferenza prolungata.

Il ganglio della radice dorsale è una struttura chiave nella trasmissione degli stimoli dolorifici dalla periferia al midollo spinale e ai centri superiori. La stimolazione elettrica mirata consente di modulare questi segnali, riducendo la percezione del dolore e favorendo un recupero funzionale.

Il trattamento si svolge in anestesia locale e prevede l’inserimento di un elettrodo in prossimità del canale spinale, in corrispondenza dell’area nervosa interessata.

“Una delle caratteristiche più rilevanti della procedura – spiega la dottoressa Naimo - è la possibilità di effettuare una fase di test: il paziente può verificare l’efficacia della stimolazione prima dell’impianto definitivo. Quando il test dà esito positivo, l’elettrodo viene impiantato sottocute e collegato a un neurostimolatore, una sorta di “pacemaker del dolore”, posizionato generalmente in regione sovraglutea o addominale.

“L’obiettivo – aggiunge - non è soltanto ridurre l’intensità del dolore, ma restituire al paziente una migliore qualità di vita: camminare con maggiore sicurezza, recuperare autonomia, dormire meglio e riprendere attività quotidiane che il dolore cronico può compromettere in maniera significativa.”

«La presa in carico del dolore cronico – dichiara la dottoressa Sara Lanza, Direttore sanitario dell’Asp – rappresenta un ambito fondamentale dell’assistenza, perché incide direttamente sulla qualità di vita delle persone. L’introduzione e il consolidamento di procedure avanzate come la neurostimolazione del ganglio della radice dorsale confermano l’impegno dell’Azienda nel rafforzare percorsi specialistici appropriati, sicuri e sempre più vicini ai bisogni dei pazienti».

Il follow up è affidato ai medici del Centro di Terapia del Dolore, che monitorano nel tempo la stimolazione e regolano il dispositivo in base alla risposta clinica e all’evoluzione del quadro, garantendo un’assistenza continuativa e personalizzata.