Attualità
Playa Grande, monta la protesta dei residenti che dicono no allo chalet solarium
In fase di definizione un'azione di mobilitazione per contestare quella che viene definita una scelta errata
Cresce la protesta a Playa Grande. L’avvio del cantiere per la realizzazione di uno chalet-solarium alla foce del canalone che costeggia la borgata ha acceso i malumori di residenti e villeggianti, preoccupati per le ricadute ambientali e per la scelta di un’area giudicata estremamente delicata, a poche decine di metri dalla Riserva Naturale del Fiume Irminio.
Secondo diverse segnalazioni, blocchi di cemento sarebbero già stati posizionati sul letto del canalone, in pieno demanio marittimo, alimentando timori e interrogativi.
Gli abitanti parlano di una situazione “confusa”, “opaca”, “difficile da comprendere”.
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Sui social si moltiplicano le richieste di chiarimenti: dopo una prima revoca della Scia da parte del Comune di Scicli, i lavori sono ripresi in seguito alla presentazione di una seconda Scia agli uffici competenti.
Una sequenza di atti che ha accresciuto sfiducia e irritazione. Dal Municipio assicurano verifiche supplementari.
L’assessore Enzo Giannone ha confermato che l’intervento insiste su suolo demaniale e che ogni aspetto è ora al vaglio del Suap e del Demanio marittimo.
“Due settimane fa avevamo fermato i lavori revocando la Scia. La seconda è in fase di esame”, ha dichiarato.
Il sindaco Mario Marino ha annunciato ulteriori controlli da parte della Polizia municipale.
Dubbi sono stati sollevati anche da Legambiente. La presidente Alessia Gambuzza ha definito l’installazione “anomala” e ha annunciato l’intenzione di segnalare la vicenda alla Procura della Repubblica di Ragusa, ribadendo la necessità di tutelare un tratto di litorale particolarmente sensibile.
Nella borgata prevale la percezione di una pratica amministrativa ingarbugliata, tra revoche, nuove istanze e accertamenti tecnici che procedono senza una linea chiara.
I residenti chiedono trasparenza e temono che interventi non adeguatamente valutati possano compromettere l’equilibrio ambientale della zona.
La comunità di Playa Grande reclama risposte puntuali: chi ha autorizzato cosa? Quali verifiche sono state eseguite? E, soprattutto, perché si continua a costruire in un’area tanto fragile?