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GLI ESAMI

Maturità 2026, prima prova: chi era Vitaliano Brancati e cosa sono "I piaceri"

l ministero sceglie un'opera del 1943 quasi assente dai programmi: la memoria come patrimonio interiore, in un'Italia che dimentica in fretta

18 Giugno 2026, 12:11

12:20

Maturità 2026, prima prova: chi era Vitaliano Brancati e cosa sono "I piaceri"

La maturità ha sorpreso quest'anno. Tra le tracce di analisi del testo della prima prova scritta, il ministero dell'Istruzione ha scelto un brano da "I piaceri (parole all'orecchio)" di Vitaliano Brancati: non il Brancati dei romanzi celebri, non "Il bell'Antonio" o "Don Giovanni in Sicilia", ma quello delle prose brevi, del registro confessionale, di un'opera del 1943 che nei programmi scolastici compare raramente.

"I piaceri" è una raccolta che lo stesso autore definiva «un misto di fatti e moralità, quasi dei racconti avventurosi». La struttura è quella di un diario segreto: ricordi, riflessioni, ossessioni minime trasformate in materia letteraria. Sotto la superficie frammentaria, però, il testo ha una sua densità filosofica. Il piacere non è evasione: è la lente con cui Brancati interroga il rapporto tra individuo, tempo e società.

Il brano proposto agli studenti ruota attorno alla memoria, intesa come spazio interiore fragile e indispensabile. Brancati la paragona a un patrimonio da custodire, che rischia costantemente di svanire. La scelta del ministero non sembra casuale: in un'epoca di esposizione continua del presente, la traccia spinge a chiedersi che ruolo abbia ancora la memoria — personale e collettiva — nella costruzione dell'identità.

Centrale nella scrittura di Brancati è l'ironia, mai tagliente, sempre umana. Il registro mescola comico e malinconico, e la leggerezza diventa, in questo senso, anche una forma di resistenza culturale. La critica ha spesso accostato "I piaceri" alle "Operette morali" di Leopardi: stessa capacità di trasformare il pensiero etico in forma breve e disincantata.

La presenza di questo testo alla maturità restituisce al siciliano di Pachino una dimensione meno frequentata, ma non secondaria. Brancati non è solo il narratore del "gallismo" — quello sì, ampiamente antologizzato — ma anche uno scrittore capace di esplorare con finezza la dimensione più intima dell'esperienza umana.