×

Attualità

Ragusa e la partita speciale: i detenuti in campo con i figli

Lo spazio della casa circondariale per un giorno si è trasformato in un ambiente vivo attraversato da abbracci, risate, coccole e giochi

23 Giugno 2026, 02:16

02:20

Ragusa e la partita speciale: i detenuti in campo con i figli

Un momento della partita speciale

Il caldo torrido non ha scoraggiato nessuno. Il 22 giugno, alla Casa Circondariale di Ragusa, gli spazi dell’istituto si sono trasformati: da luogo chiuso a ambiente vitale, attraversato da abbracci, risate, coccole e giochi. Gesti semplici, essenziali, che proprio nella loro immediatezza hanno assunto un valore ancora più intenso ed emozionante per tutti i presenti.

Così si è svolta la “Partita con mamma e papà 2026”, iniziativa promossa da Bambinisenzasbarre ETS nell’ambito della campagna europea “Non un mio crimine ma una mia condanna”, in collaborazione con il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Una palla ovale passata di mano in mano, bolle di sapone e momenti di svago hanno dato forma a un’esperienza in cui la dimensione ludica si è confermata linguaggio universale, capace di abbattere distanze e ruoli, restituendo ai bambini la possibilità di vivere il rapporto con i genitori in una cornice più libera e autentica, misurata solo dal piacere di stare insieme.

Decisivo il contributo della rete territoriale composta da I Clown dottori di Ci Ridiamo Sù APS, Officina SocialMeccanica APS, Facciamo Scuola ASD, Crisci Ranni APS e Ragusa Rugby ASD, che hanno accompagnato il percorso con attività educative, ricreative e sportive, contribuendo a creare un clima vivace e frizzante.

La mattinata è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto della Casa Circondariale di Ragusa, diretta dal dott. Santo Mortillaro; dell’Area Trattamentale guidata dalla dott.ssa Maria Stella; del Comando della Polizia Penitenziaria, con il comandante Claudio Iacobelli; e del Comune di Ragusa, attraverso gli Assessorati alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Sociali.

Il direttore dell’istituto, dott. Santo Mortillaro, ha rimarcato come l’iniziativa rappresenti un concreto momento di umanità condivisa: non un gesto simbolico, ma un’esperienza in cui le persone, al di là dei ruoli, si incontrano davvero, restituendo centralità ai legami familiari.

“Iniziative come questa mostrano il cuore del lavoro trattamentale – ha dichiarato la dott.ssa Maria Stella, Capo Area Trattamentale – Il contatto, la gioia condivisa e la possibilità di vivere un momento autentico tra genitori e figli rappresentano un passaggio fondamentale nei percorsi di relazione e crescita. Oggi il gioco ha restituito normalità e vicinanza emotiva”.

Il comandante della Polizia Penitenziaria, Claudio Iacobelli, ha evidenziato come l’attività ludica abbia permesso di abbattere barriere invisibili, creando uno spazio e un tempo diversi, in cui il gioco è diventato strumento di incontro. “Il gioco è uno straordinario strumento educativo e sociale – ha dichiarato l’assessora alla Pubblica Istruzione Catia Pasta – Oggi abbiamo visto come possa diventare un ponte reale tra mondi diversi, riportando al centro le famiglie e la qualità delle relazioni”.

“La ‘Partita con mamma e papà’ è un’esperienza che va oltre il gioco: è relazione, ascolto e comunità – dichiarano congiuntamente i referenti delle associazioni I Clown dottori di Ci Ridiamo Sù APS, Officina SocialMeccanica APS, Facciamo Scuola ASD, Crisci Ranni APS e Ragusa Rugby ASD – In questo spazio il gioco diventa un linguaggio comune capace di abbattere distanze e restituire ai figli e ai genitori la possibilità di riconoscersi e viversi come famiglia. È proprio nella semplicità dei gesti che si è espressa la parte più profonda e autentica dell’esperienza: hanno giocato tutti, senza distinzioni di ruolo o funzione, dentro uno stesso cerchio di relazione. E forse è proprio questa la magia della ‘Partita con mamma e papà’: ricordare che il gioco non mette tutti sullo stesso piano, ma nello stesso cerchio”.

A suggellare la mattinata, le bolle di sapone levatesi leggere nel cielo, i bambini sollevati nel rito di Crisci Ranni al grido di “cresci grande e forte”, e il saluto ai papà in perfetto stile terzo tempo rugbistico: due ali di mani, sorrisi, abbracci e gratitudine.