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Autorizzazioni stipendiali alla Srr Ato Ragusa, il sindaco Cassì spiega che cosa può essere accaduto
"La vicenda vede coinvolte tre persone. Naturalmente c'è chi se la prende anche con me. Aspettiamo l'esito delle indagini"
Il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, interviene dopo le polemiche esplose in Consiglio comunale sul caso delle presunte anticipazioni di stipendio che tre dipendenti della SRR, la società provinciale per la regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti, si sarebbero autoattribuiti.
“Avevo pochi dubbi che in Consiglio comunale si attaccasse il sottoscritto per le presunte anticipazioni stipendiali che attribuivano a se stessi tre dipendenti della SRR, la società provinciale per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”, afferma il primo cittadino.
Cassì sottolinea che sono in corso verifiche da parte delle autorità competenti e invita a evitare giudizi sommari: “Sono in corso gli accertamenti da parte delle autorità preposte, eppure già si arriva alla conclusione che la responsabilità di quello che è successo è mia. Io credo che in una vicenda così grave, anche penosa se mi consentite, la cosa migliore sia di aspettare l’esito delle indagini che sono state avviate”.
Nel ricostruire il quadro, il sindaco evidenzia come tra i soggetti coinvolti figurino figure apicali degli uffici contabili: “Quando le persone coinvolte sono il responsabile degli uffici contabili, il responsabile dell’ufficio ragioneria e la persona che materialmente operava, è difficile che la cosa venga fuori: un’azione dunque portata avanti in concorso e con destrezza, con piccoli bonifici periodici di cui si viene a conoscenza accidentalmente durante le procedure bancarie di subentro nella titolarità del conto corrente del nuovo presidente”.
La somma complessiva contestata ammonta a 138.000 euro, spalmata in un paio d’anni tramite disposizioni di importo ridotto. “Una cifra enorme, ma che per una società come la SRR che movimenta centinaia di migliaia di euro al mese, tra entrate ed uscite, non viene in evidenza se non si fa una interrogazione bancaria da cui emergano i singoli movimenti, verifiche di competenza proprio dei soggetti coinvolti”, precisa Cassì.
Il sindaco respinge infine i rilievi sul cumulo di incarichi: “Ovviamente ora c’è chi fa riferimento al fatto che io sia, in quanto sindaco del Comune capoluogo e senza percepire stipendi o vantaggi da questi incarichi, dentro SRR, dentro Iblea Acque, dentro la Provincia. I soliti riferimenti per sminuire il sottoscritto come se tutti questi ruoli siano gestiti in maniera non consona. Sono certo che se il sindaco di Ragusa non fosse presente in queste strutture ci sarebbe la polemica della mancata rappresentatività della nostra città”.