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Attualità

Guardia medica a Modica Alta, l'Asp propone il presidio infermieristico

E' scoppia anche il caso della diagnosi "via telefono". Ecco di cosa si tratta

30 Giugno 2026, 22:29

22:30

Modica Alta, spostata la guardia medica: "Nessun preavviso, non ci stiamo"

L'ex guardia medica a Modica Alta

La vicenda della sanità a Modica Alta si arricchisce di un nuovo capitolo destinato ad alimentare il dibattito.

L’Azienda sanitaria provinciale ha infatti comunicato che, dal 1° luglio, il servizio di Guardia Medica sarà trasferito nei locali della Casa della Comunità in piazzale Baden Powell, all’estremità opposta della città, dove è già operativo il servizio di Continuità assistenziale (ex Guardia Medica) per le urgenze notturne e festive.

Per compensare il vuoto lasciato nel popoloso quartiere della parte alta, l’Asp prevede di attivare nell’ex sede un presidio con personale infermieristico.

“Davanti a questo provvedimento, tuttavia - spiegano alcuni cittadini - il dubbio sorge spontaneo: quale reale rimedio si ottiene per la tutela della salute dei cittadini, o si tratta semplicemente di una mossa per zittire le proteste e il malcontento della collettività? La domanda è legittima se si analizzano le competenze sul campo. Se un cittadino dovesse recarsi d’urgenza o per un bisogno assistenziale presso l’ex sede di Modica Alta, quale ruolo e quali risposte potrà trovare nell’infermiere di turno? Con tutto il rispetto per la categoria, l’infermiere non possiede per legge la facoltà di formulare diagnosi né, tantomeno, quella di prescrivere farmaci, compiti che restano di esclusiva pertinenza medica.

Sulla questione è intervenuta la direttrice sanitaria dell’Asp di Ragusa, Sara Lanza, che in un’intervista a Videomediterraneo ha cercato di rassicurare l’utenza, precisando che l’infermiere presente in struttura sarà in costante contatto con un medico delle due Guardie Mediche ancora operative sul territorio, quelle di Frigintini e Modica Sorda.

Una spiegazione che, tuttavia, non dissolve le perplessità. Anche adottando la prospettiva del comune utente, privo di competenze tecniche, appare evidente la fragilità del modello: come potrà un medico formulare una diagnosi “via cavo”, al telefono o tramite video, senza visitare di persona il paziente? E, soprattutto, in concreto, chi potrà prescrivere i farmaci necessari e chi firmerà materialmente le ricette?

Il timore diffuso è che il punto infermieristico rischi di tradursi, sul piano terapeutico, in un guscio vuoto, costringendo comunque i residenti di Modica Alta a spostarsi verso le altre sedi per ottenere un’assistenza medica effettiva.