Attualità
Modica bassa, un'altra serranda abbassata: cresce l'allarme sulla desertificazione commerciale
Il comitato Alternativa socialista non ci sta e chiede risposte
Un’altra serranda abbassata a Modica Bassa riaccende il dibattito sul futuro del commercio e della vita urbana nel cuore della città. La chiusura dell’ennesima attività commerciale, segnalata dal movimento Alternativa Socialista, diventa occasione per una riflessione più ampia sullo stato del centro storico e sulle trasformazioni sociali ed economiche che, negli ultimi anni, hanno inciso profondamente sul tessuto cittadino.
«La gente ne parla, la stampa pubblica articoli e commenti, il mondo politico fa a gara sui social per dare ricette miracolose tanto quanto inutili», si legge nel comunicato. Ma il problema, sottolinea il movimento, resta irrisolto e “disturba sempre di più,” come una mucca nel salotto buono della città. Secondo Alternativa Socialista, la crisi del commercio locale non può essere affrontata con slogan o soluzioni estemporanee: serve una vera analisi dei cambiamenti che hanno modificato abitudini, consumi e relazioni sociali.
Il documento ricorda come Modica Alta sia stata colpita per prima, in un silenzio generale che ha anticipato il declino anche di Modica Bassa. «Per anni ci siamo convinti di poter sopravvivere grazie alle bellezze del nostro patrimonio culturale, ma abbiamo assunto il contegno dei colonizzati», scrive Ruta, denunciando una progressiva perdita di identità e di memoria collettiva.
La proposta del movimento è chiara: ristrutturare e ripensare gli spazi urbani per renderli nuovamente vivibili ai modicani. Ma prima, ammonisce il comunicato, bisogna capire chi sono davvero i modicani di oggi, quali sono i loro bisogni, le loro abitudini e le loro aspirazioni. «Senza i modicani di oggi, non quelli di trent’anni fa, Modica non esiste. Diventa solo un parco giochi per turisti che non sempre si dimostrano riconoscenti e rispettosi».
Il testo si chiude con una riflessione dal tono quasi filosofico: «Un applauso è fatto da due mani che si incontrano. Lo schiocco è come un bacio tra due forze solo apparentemente opposte. La felicità che esso genera è il frutto di un incontro. L’incontro è l’energia che trasforma il mondo». Un invito, dunque, a ritrovare unità e consapevolezza, per costruire insieme una nuova visione della città.