Attualità
Lettera aperta di Fare Verde Vittoria ai sindaci iblei dei Comuni costieri: "No alle ruspe per pulire le spiagge"
L'associazione ambientalista mette in evidenza quali sono i danni che l'utilizzo dei mezzi cingolati può causare
Con l’avvio delle operazioni di pulizia degli arenili in vari comuni della Sicilia, l’associazione di protezione ambientale Fare Verde Vittoria lancia un appello alle amministrazioni locali: evitare l'uso di ruspe e altri mezzi meccanici pesanti e adottare procedure a basso impatto, privilegiando dove possibile la pulizia manuale.
L’associazione segnala infatti che l’impiego di mezzi cingolati per la rimozione dei rifiuti altera la morfologia di spiagge e dune, distrugge habitat naturali e compromette la riproduzione di specie protette come il Fratino (che nidifica direttamente nella sabbia) e la tartaruga marina Caretta caretta, unica specie che nidifica regolarmente sulle coste italiane, incluse quelle siciliane.
Secondo Fare Verde Vittoria, la pulizia meccanizzata non danneggia soltanto i microhabitat costieri, ma rischia anche di cancellare le tracce lasciate da fratini e tartarughe: un segno indispensabile per individuare i nidi e recintarli, garantendone la protezione durante la stagione riproduttiva.
L’appello è accompagnato da un richiamo netto al rispetto della normativa vigente in materia di tutela degli ecosistemi costieri. L’associazione cita l'articolo 9 della Costituzione, la Direttiva Habitat 92/43/CEE, la Direttiva Uccelli 2009/147/CE, il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 e successive modifiche, le Misure di Conservazione approvate dalla Regione Siciliana per i siti della rete Natura 2000, i Decreti dell’Assessore regionale del Territorio e dell’Ambiente n. 36/2022, n. 237/2023 e n. 318/2025, nonché le disposizioni vigenti in materia di demanio marittimo e quelle delle Capitanerie di Porto.
Nel merito, Fare Verde Vittoria chiede ai Comuni di:
- escludere l'uso di mezzi cingolati e, in generale, della pulizia meccanizzata pesante sugli arenili;
- optare per tecniche e attrezzature a basso impatto ambientale;
- privilegiare, ove possibile, la pulizia manuale, specialmente nelle aree di nidificazione del Fratino e della Caretta caretta e lungo i sistemi dunali.
“Coniugare decoro e fruibilità delle spiagge con la tutela della biodiversità, del paesaggio e del patrimonio naturale costiero è possibile e doveroso”, sottolinea l’associazione, che fa appello alla sensibilità istituzionale delle amministrazioni per una gestione corretta e rispettosa degli arenili, in linea con le norme nazionali ed europee.
La comunicazione è stata trasmessa anche agli enti preposti alla vigilanza e al controllo, affinchè, nell’ambito delle rispettive competenze, assicurino il rispetto della normativa vigente.
Alla vigilia della stagione balneare, la richiesta è chiara: pulire le spiagge sì, ma senza compromettere gli ecosistemi che le rendono un patrimonio naturale unico e irripetibile. Ora la parola passa ai Comuni e agli enti di controllo.