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Modica, il caso della paziente con il morbo di Crohn rimasta senza farmaco

"Ritiro due siringhe alla volta, ma la terapia rischia di saltare"

02 Luglio 2026, 15:34

15:40

Modica, il caso della paziente con il morbo di Crohn rimasta senza farmaco

L'ospedale maggiore di Modica "Nino Baglieri"

Una testimonianza che arriva alla nostra redazione e che racconta un disagio concreto, quotidiano, e potenzialmente condiviso da molti altri pazienti cronici. A scrivere è una donna affetta da morbo di Crohn, seguita dal reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Maggiore di Modica. La sua terapia prevede l’assunzione di Remsima, un farmaco biologico che non può essere interrotto senza rischi per la stabilità della malattia.

A maggio le è stato rinnovato il piano terapeutico: 12 siringhe per sei mesi, una copertura regolare e programmata. Ma alla farmacia ospedaliera, racconta, le vengono consegnate soltanto due siringhe alla volta. Da quel momento inizia un percorso a ostacoli: permessi dal lavoro, viaggi fino all’ospedale, attese, e poi la frase che ormai teme di sentire — “il farmaco non è disponibile”.

Il caso più grave si è verificato proprio oggi, nel giorno previsto per la somministrazione: la terapia non è stata effettuata perché il farmaco mancava. Un episodio che non è solo un disagio, ma un rischio clinico per chi convive con una patologia cronica che richiede continuità terapeutica.

La paziente ha deciso di presentare una segnalazione formale agli uffici competenti, ma ha scelto anche di rendere pubblica la sua esperienza: “Non riguarda solo me. Potrebbe coinvolgere altri pazienti che dipendono da farmaci biologici e che non possono permettersi ritardi o interruzioni”.

Il tema è quello, più ampio, della continuità assistenziale e della gestione delle forniture farmaceutiche ospedaliere: un nodo che, quando si inceppa, non resta confinato nei corridoi di un reparto, ma incide direttamente sulla vita delle persone.