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Attualità

Ragusa in movimento: "Cumulo di rifiuti in piazza monsignor Arezzi, insopportabile"

La denuncia dell'associazione politico-culturale dopo un sopralluogo in zona

09 Luglio 2026, 07:23

07:30

Ragusa in movimento: "Cumulo di rifiuti in piazza monsignor Arezzi, insopportabile"

Piazza Monsignor Arezzi e i rifiuti

Il sopralluogo effettuato ieri sera dall’Associazione politico-culturale Ragusa in Movimento in piazza mons. Arezzi, nel pieno del centro storico, ha confermato le segnalazioni dei residenti: l’area versa in uno stato di degrado evidente, con cumuli di rifiuti impossibili da ignorare.

La zona si presentava disseminata di sacchetti abbandonati, un’immagine in netto contrasto con l’idea di città ordinata e decorosa cui Ragusa ha sempre aspirato. Una condizione che, secondo il sodalizio, non può essere derubricata a episodio isolato, ma impone interventi tempestivi e un controllo più rigoroso del territorio.

«Quella che abbiamo visto è un’indecenza: una montagna di sacchetti della spazzatura, un accumulo che Ragusa non ha mai conosciuto in queste proporzioni» afferma il presidente Mario Chiavola, sottolineando come la scena riscontrata non sia compatibile con gli standard di decoro urbano che la città merita. «Se si arriva a un simile livello di degrado, significa che i controlli non sono sufficienti e che devono diventare più incisivi, più costanti e più presenti sul territorio».

Chiavola evidenzia inoltre che le responsabilità non possono essere attribuite unicamente alla cittadinanza, sebbene comportamenti scorretti alimentino il fenomeno. «È evidente che qualcuno continua a conferire rifiuti in modo improprio, ma è altrettanto evidente che l’amministrazione deve garantire un presidio più efficace, perché il decoro urbano è un bene collettivo e va tutelato con serietà».

Da qui l’appello a una strategia più ampia e strutturata: «Serve un piano di controllo, ma serve anche un lavoro educativo e di sensibilizzazione. Non possiamo pensare che Ragusa sia ridotta a un deposito di sacchetti abbandonati: è una questione di civiltà, di rispetto e di identità urbana».