Attualità
Traffico veicolare in tilt a Modica, il Pd: "Siamo ostaggio dell'improvvisazione"
I democratici criticano la mancata adozione di contromisure da parte dell'amministrazione comunale e lanciano una serie di idee
La parziale chiusura del Ponte Guerrieri ha fatto precipitare la viabilità di Modica in una situazione di grave congestione: la città risulta di fatto divisa in due, con file interminabili e tempi di percorrenza casa-lavoro raddoppiati.
Un quadro che, oltre a pesare sulla quotidianità dei residenti, incide direttamente sull’economia locale, rallentando trasporti e consegne nel pieno della stagione estiva.
Cresce anche l’allarme per la sicurezza stradale: l’esasperazione degli automobilisti, costretti a ore di attesa, sta già generando manovre azzardate e pericolose, con un rischio di incidenti in aumento.
A denunciarlo, in una nota, è la segreteria cittadina del Partito Democratico.
Per i dem, tutto ciò era prevedibile e andava scongiurato. Nel mirino l’Amministrazione comunale, accusata di aver “subìto” le decisioni di ANAS senza pretendere un confronto preventivo a tutela della comunità: nessuna finestra oraria mirata, nessuna misura straordinaria, a riprova — sostengono — dell’incapacità di cogliere la complessità del territorio e di pianificare interventi realmente strategici.
“Modica non può essere trattata come semplice spettatrice dei propri disagi”, afferma il Pd.
Secondo il partito, l’orografia modicana non consente scorciatoie: alla chiusura parziale di un’arteria cruciale non si può rispondere con la rigidità di un semaforo a tempi fissi.
Da qui la richiesta di abbandonare l’improvvisazione in favore di una gestione dinamica e strutturata, con provvedimenti immediatamente applicabili:
- Gestione adattiva con movieri: integrazione dell’impianto semaforico con personale sul posto (ANAS o Polizia Locale) nelle ore di punta, così da regolare i flussi “a vista” ed evitare che una corsia resti bloccata mentre l’altra è scarica.
- Senso unico asimmetrico: sperimentazione, di concerto con i tecnici di cantiere, di un senso unico sul viadotto calibrato sui movimenti dei pendolari (ad esempio in direzione Ragusa al mattino e verso Modica Sorda nel tardo pomeriggio), incanalando con razionalità il traffico di rientro sulle arterie a valle.
- Filtro a monte per i mezzi pesanti: deviazione obbligatoria del traffico pesante e di mero attraversamento ben prima dell’accesso al centro urbano, indirizzandolo lungo la fascia litoranea.
Misure tattiche che, avverte il Pd, richiedono però metodo e coordinamento. Da qui la sollecitazione a istituire subito un Tavolo tecnico operativo per l’emergenza viabilità, che metta insieme Amministrazione, ANAS, ordini professionali e categorie produttive per analizzare i flussi e calibrare le soluzioni giorno per giorno, “sottraendo la crisi alla retorica e affidandola alla competenza”.
“Pretendiamo un tavolo convocato ad horas, snello ed efficace. Se deve trasformarsi nell’ennesima scatola vuota, come il tavolo tecnico permanente sul centro storico, tanto vale non farne nulla”, incalzano i democratici.
E concludono: “L’Amministrazione si svegli dal suo torpore e intervenga. I modicani non possono pagare il prezzo di questa totale mancanza di autorevolezza. ”