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Attualità

Comiso, il consultorio familiare e il progetto "Ti ASPetto a casa"

In primo piano tutte le problematiche legate al mondo femminile

17 Luglio 2026, 10:51

11:01

Comiso, il consultorio familiare e il progetto "Ti ASPetto a casa"

La sede del consultorio Asp

Rafforzare l’assistenza rivolta a donne, minori e coppie rappresenta “una misura che denota un interesse particolare per tutte le problematiche legate al mondo femminile, dall’attenzione per le donne in età fertile, all’intero percorso della gravidanza, fino alla maturità”, osserva il sindaco di Comiso, Maria Rita Schembari.

“Con questo nuovo progetto dell’ASP di Ragusa, che coinvolge vari comuni, Comiso incluso, si cerca di agevolare ancor di più l’accesso ai diversi servizi messi in campo. Voglio rivolgere un sentito ringraziamento al direttore generale dell’ASP, il dott. Drago, e alla dott.ssa Pace, che ha seguito con attenzione e passione, oltre che con notevole professionalità, tutto il percorso di questa iniziativa”.

Nel dettaglio, spiega la dott.ssa Nuccia Pace, responsabile del Piano aziendale e direttrice dell’U.O.S.D. Coordinamento Consultori, “Ti ASPetto a casa è una delle quattro linee progettuali del PNS 2021/2027 e ha ottenuto un finanziamento rilevante, superiore al milione di euro. Si fonda sulle cosiddette home visiting attive sul territorio e prevede visite domiciliari da parte di un un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, assistenti sociali, ostetriche e infermieri”.

Il servizio è rivolto alle neomadri e ai nuclei familiaridai primi 1000 giorni di vita del bambino fino al secondo anno d’età, con particolare attenzione a situazioni di fragilità sociale e/o economica. È comunque rivolto a tutte le puerpere dimesse dagli ospedali o con figli di due anni”, precisa la direttrice.

Non si limita a un sostegno post-partum: “l’intervento è pensato per l’intero nucleo familiare che necessita di sostegno emotivo e psicologico nel passaggio alla genitorialità”.

Tra gli obiettivi indicati rientrano “l’incentivazione e la buona pratica dell’allattamento al seno, secondo le linee guida internazionali dell’UNICEF, e il pieno coinvolgimento della figura paterna sia nel parto sia nel post-partum, educando alla genitorialità responsabile e fornendo soprattutto agli uomini conoscenze e strumenti per supportare la famiglia”.

Il programma, conclude la dott.ssa Pace, “garantisce un’assistenza orientata alla persona, nel rispetto del genere, delle differenze culturali e delle realtà socio-politiche dei migranti, fattori che incidono in modo significativo sul setting assistenziale”.