×

Attualità

"Utilizzano il mio nome per truffare parrocchie e cittadini"

La consigliera comunale di Ragusa Rossana Caruso ha presentato un esposto-denuncia ai carabinieri

17 Luglio 2026, 19:11

19:21

Metroferrovia a Ragusa, troppi i dati errati forniti dal Comune sul progetto. La consigliera Caruso: "Il sindaco rettifichi"

La consigliera comunale Rossana Caruso

Un avviso pubblico per mettere in guardia parrocchie e cittadini da un tentativo di truffa che sta circolando in città. A denunciarlo è la consigliera comunale di Ragusa, Rossana Caruso, dopo che alcune parrocchie sono state contattate da una persona che si presenta falsamente con il suo nome, spacciandosi per una sedicente “Dott.ssa Caruso del Comune di Ragusa”.

Secondo quanto segnalato, la truffatrice avrebbe prospettato l’erogazione di un presunto finanziamento di circa 30.000 euro, chiedendo però un versamento anticipato di 1.000 euro su una carta Postepay. Una modalità che ha subito destato sospetti e che la consigliera ha definito senza esitazioni una truffa, chiarendo di essere «completamente estranea alla vicenda».

Caruso ha già sporto denuncia/querela alle Forze dell’Ordine, che stanno svolgendo gli accertamenti necessari per individuare i responsabili e ricostruire il tentativo di raggiro. La consigliera invita chiunque dovesse ricevere richieste simili a non effettuare alcun pagamento e a rivolgersi immediatamente alle autorità competenti.

Il caso conferma come le truffe che utilizzano nomi reali di amministratori pubblici o funzionari stiano diventando sempre più sofisticate, sfruttando la credibilità istituzionale per ingannare enti, associazioni e cittadini. Il Comune ricorda che nessun finanziamento pubblico prevede versamenti anticipati su carte personali e che ogni comunicazione ufficiale avviene esclusivamente attraverso canali verificabili.

Un richiamo alla prudenza che arriva in un momento in cui la tutela delle comunità religiose e delle realtà associative è particolarmente importante, soprattutto di fronte a tentativi di raggiro che mirano a colpire chi opera quotidianamente nel sociale.