Attualità
Flussi migratori, Galifi: "Bene i fondi regionali, ma i criteri vanno rivisti"
L'imprenditore e politico della provincia di Ragusa rileva che sono necessari "equità e sostegno per i Comuni che affrontano ogni giorno il fenomeno migratorio"
La Regione Siciliana ha varato un decreto che destina 2,1 milioni di euro ai Comuni maggiormente coinvolti nella gestione dei flussi migratori: un segnale di attenzione verso un fenomeno che continua a incidere in profondità sulle comunità locali.
Una misura accolta con favore da Angelo Galifi, imprenditore e politico della provincia di Ragusa, che tuttavia sollecita una revisione dei criteri di riparto delle risorse.
«È giusto riconoscere un sostegno ai Comuni porto di approdo, anche per il danno d’immagine che negli anni hanno subito a causa della continua esposizione mediatica legata agli sbarchi. Tuttavia – afferma Galifi – non si può limitare l’intervento soltanto a questi territori, perché il fenomeno migratorio oggi interessa in maniera diffusa numerosi altri Comuni siciliani.»
Secondo Galifi, le aree più esposte sono spesso quelle a forte vocazione agricola, dove si concentra un rilevante numero di lavoratori stranieri, inclusi soggetti privi di regolare titolo di soggiorno. In questi contesti, le amministrazioni locali si trovano a fronteggiare quotidianamente una presenza stabile di migranti e a garantire sicurezza, ordine pubblico e servizi sociali, sanitari e amministrativi, con oneri in costante aumento e bilanci spesso inadeguati.
«Queste amministrazioni – prosegue – sono chiamate a garantire sicurezza, ordine pubblico, servizi sociali, sanitari e amministrativi, sostenendo costi sempre più elevati con bilanci spesso insufficienti. È una pressione costante che non può essere ignorata.»
Da qui la proposta: introdurre un meccanismo di assegnazione più equo e oggettivo, con un contributo parametrato al numero dei residenti e destinato ai Comuni che affrontano ogni giorno le ricadute del fenomeno e i maggiori costi connessi all’erogazione dei servizi.
«Occorre riconoscere che esistono realtà che, pur non essendo sedi di sbarco, convivono ogni giorno con le conseguenze dell’immigrazione. Penso a Comuni come Ispica, Vittoria, Santa Croce Camerina, Pachino dove la presenza di numerose aziende agricole determina anche una forte concentrazione di lavoratori immigrati. Questi territori non possono essere dimenticati.»
Galifi sottolinea che i criteri di attribuzione dei fondi dovrebbero considerare non solo il numero degli approdi, ma anche la presenza stabile di migranti, il carico sui servizi comunali, le esigenze di sicurezza e l’impegno effettivamente sostenuto dalle amministrazioni.
«La Regione deve dare un segnale forte di vicinanza a tutti i Comuni che affrontano questa realtà ogni giorno. Solo attraverso criteri realmente aderenti alle esigenze dei territori sarà possibile garantire equità e assicurare alle amministrazioni gli strumenti necessari per continuare a offrire servizi efficienti ai cittadini.»