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Attualità

Modica, il centro storico e l'anno zero

Il comitato non ci sta: "Nessun riscontro al di là di parole e promesse"

24 Luglio 2026, 02:20

02:30

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Il centro storico di Modica

Lettera aperta del Comitato Centro Storico Modica, che rompe il recente riserbo spiegandone i motivi: "Nelle ultime settimane siamo rimasti più silenziosi del solito e sentiamo il dovere di spiegarvene le ragioni. Il Comitato Centro Storico Modica non ha interrotto la propria attività".

L’organismo civico precisa di aver proseguito i lavori al Tavolo tecnico consultivo, approfondendo le criticità e avanzando proposte su mobilità, sosta, patrimonio immobiliare comunale inutilizzato, attività economiche, decoro urbano e rilancio del cuore antico della città.

In questo periodo si sono tenute diverse sedute: sono stati esaminati regolamenti, costituiti gruppi di lavoro, predisposti elaborati e inoltrate richieste all’Amministrazione. "Tuttavia, quasi tutte le questioni risultano ancora prive di una qualsiasi forma di riscontro concreto".

La ricognizione degli immobili comunali non è stata restituita, il confronto sul contratto dei parcheggi non è entrato nel merito e molte proposte attendono ancora di tradursi in provvedimenti.

"Da parte nostra sarebbe scorretto presentare come risultati le riunioni svolte o i documenti trasmessi. Nella vita quotidiana del centro storico, purtroppo, i cambiamenti continuano a non vedersi".

A complicare il quadro, l’azzeramento della Giunta comunale annunciato in questi giorni: al momento della stesura della lettera non sono stati resi noti composizione e tempi operativi del nuovo esecutivo. Una fase di riassetto che, secondo il Comitato, accresce l’incertezza amministrativa e rischia di rallentare ulteriormente pratiche ferme da troppo tempo.

"È difficile non provare sconforto davanti a una città che appare contemporaneamente ferita nel territorio e sospesa nelle proprie decisioni". Da qui la richiesta di non rinviare oltre: "Servono risposte formali alle richieste già presentate, responsabilità chiaramente individuate e scadenze verificabili".

Il Comitato ribadisce che "il Tavolo tecnico può essere uno strumento utile soltanto se alle discussioni seguono atti amministrativi concreti, ad oggi ciò non è avvenuto. Diversamente, rischia di diventare il luogo nel quale i problemi vengono descritti, verbalizzati e rinviati".

Annuncia infine la volontà di proseguire con "spirito costruttivo e senso di responsabilità": "Continueremo a proporre soluzioni, ma non confonderemo il numero delle riunioni con i risultati raggiunti. Noi continueremo, raccontando con trasparenza ciò che procede, ciò che viene accolto e ciò che, invece, continua a rimanere fermo. Perché, dopo tanto lavoro, sul piano dei risultati visibili ci sentiamo ancora all’anno zero. E Modica non lo merita".

Sulla vicenda interviene anche Vito D’Antona (Sinistra Italiana), secondo cui il comunicato del Comitato "rappresenta un preoccupante campanello d’allarme che non può essere sottovalutato".

Per D’Antona, la responsabilità chiama in causa direttamente il Sindaco e la sua amministrazione, poiché tra le numerose idee emerse "ve ne sono alcune che necessitano soltanto di atti amministrativi comunali per essere realizzate o avviate".

L’esponente di Sinistra Italiana elenca alcune misure immediate e condivise: pubblicare i bandi per affidare in locazione a operatori economici i locali inutilizzati di proprietà comunale lungo Corso Umberto; approvare sgravi su Imu, Tari e addizionale Irpef; predisporre un pacchetto di incentivi per chi avvia un’attività o trasferisce la residenza nel centro storico; aprire il parcheggio di viale Medaglie d’Oro.

"Sono solo degli esempi di soluzioni rapide ed ampiamente condivise. L’Amministrazione comunale è chiamata a svolgere il suo ruolo".

Il monito finale riguarda i tempi: "Il rischio è che l’assenza a breve termine di soluzioni concrete possa vanificare l’attenzione che nei mesi scorsi ha prodotto una mobilitazione straordinaria di cittadini, operatori economici e associazioni di categoria finalizzata ad una rigenerazione del centro storico a fronte di un progressivo spopolamento".