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Caro carburanti, anche la provincia di Ragusa in difficoltà. Galifi: "Servono interventi immediati per imprese agricole e cittadini"
L'imprenditore e rappresentante politico dell'area iblea indica qual è la strada da percorrere per evitare tracolli
Il nuovo rincaro dei carburanti continua a colpire duramente la Sicilia, accentuando un divario economico già marcato rispetto al resto del Paese. A denunciarlo è Angelo Galifi, imprenditore e rappresentante politico della provincia di Ragusa, che sollecita interventi immediati a tutela di famiglie, lavoratori e tessuto produttivo.
Secondo gli ultimi rilevamenti dell’Unione Nazionale Consumatori, il prezzo medio del gasolio in autostrada ha toccato 2,213 euro al litro, confermando l’Isola tra le aree più penalizzate. Un andamento che grava in particolare sull’agricoltura, settore cardine dell’economia regionale e protagonista dell’export ortofrutticolo.
Sul fronte normativo, la Gazzetta Ufficiale n. 167 del 21 luglio 2026 ha pubblicato il decreto interministeriale del 23 maggio 2026, che definisce i criteri generali per accedere ai 300 milioni di euro stanziati dal Governo a titolo di credito d’imposta per compensare l’aumento eccezionale del prezzo del gasolio sostenuto dalle imprese di autotrasporto merci. La misura, introdotta con il Decreto-legge n. 33/2026 e convertita nella Legge n. 79/2026, rappresenta un primo passo, ma non è ancora pienamente operativa: sono necessari ulteriori atti attuativi per renderla fruibile alle aziende.
Galifi accoglie favorevolmente il segnale, ma avverte che “la Sicilia non può permettersi attese infinite mentre i costi continuano a crescere”. Da qui il suo appello alla deputazione regionale, nazionale ed europea affinché si attivi con urgenza per varare interventi aggiuntivi e mirati. Tra le proposte, l’istituzione di un contributo dedicato alle imprese agricole che esportano fuori dall’Isola e che operano con contratti di trasporto legati al meccanismo di adeguamento del costo del carburante (Fuel Surcharge).
“Un intervento necessario – afferma – per compensare almeno in parte costi logistici ormai insostenibili, aggravati anche dal pesante costo del traghettamento, che riducono drasticamente la competitività delle nostre aziende sui mercati nazionali ed europei”.
L’imprenditore richiama inoltre l’urgenza di sbloccare le autorizzazioni europee sulla Decontribuzione Sud, prevista dal Decreto-legge 91/2017: “Molte grandi imprese siciliane, le uniche ad essere state escluse al momento, continuano ad essere penalizzate, dalla mancanza di uno strumento fondamentale per sostenere occupazione, investimenti e competitività. I ritardi burocratici stanno penalizzando ulteriormente il Mezzogiorno”.
Galifi invoca infine un rafforzamento dei controlli lungo l’intera filiera della distribuzione dei carburanti, per garantire maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, spesso superiori alla media nazionale.
Le priorità indicate da Galifi:
- Sostenere le aziende agricole con un contributo specifico per i maggiori oneri di trasporto.
- Mitigare l’impatto del caro carburanti sulla filiera produttiva e sui consumatori.
- Assicurare il rispetto delle norme sui contratti di trasporto e sul sistema obbligatorio di adeguamento del costo del carburante.
- Accelerare presso le istituzioni europee l’iter della Decontribuzione Sud.
- Intensificare i controlli sui prezzi, con particolare attenzione alla Sicilia e alle isole minori.
- Rendere operativo senza ulteriori rinvii il nuovo credito d’imposta per l’autotrasporto merci.
“La Sicilia non può continuare a pagare il prezzo più alto della propria insularità” conclude Galifi. “Le nostre imprese agricole rappresentano un patrimonio economico e sociale che va tutelato con misure straordinarie e strutturali. Chiedo a tutte le forze politiche e alle istituzioni competenti di fare fronte comune per difendere la competitività delle aziende siciliane, salvaguardare i livelli occupazionali e garantire un futuro alle nostre eccellenze produttive”.