Attualità
Ragusa e il caso del cinema Madison, parla il sindaco Cassì
"Ma che interesse avremmo potuto avere a fare chiudere il multisala? Questi i fatti"
Il caso del cinema Madison torna al centro del dibattito cittadino con parole nette del sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che interviene per chiarire la posizione dell’Amministrazione dopo le accuse rivolte dai gestori della struttura. Il primo cittadino respinge con decisione l’idea che il Comune abbia avuto interesse a ostacolare l’attività del multisala, definendo tale ipotesi «grave» e priva di fondamento.
«Quale interesse può avere un’Amministrazione nel far chiudere un cinema?», afferma Cassì, sottolineando come l’obiettivo sia sempre stato quello di «farlo riaprire il prima possibile», ma solo dopo aver completato i passaggi previsti dalle norme. Il sindaco ricostruisce quindi la tempistica degli ultimi giorni: la richiesta di convocazione della Commissione di Vigilanza da parte del Madison è arrivata il 28 luglio e, nello stesso giorno, è stata fissata per il 3 agosto. «Non mi pare un tempo illogico, né tale da determinare la chiusura di un’attività», osserva Cassì, respingendo l’accusa di «ritorsione» e annunciando che i gestori «ne dovranno rispondere nelle sedi preposte».
Il sindaco ricorda inoltre che l’ordinanza di sospensione delle attività del cinema risale a oltre tre mesi fa, mentre la richiesta di convocare la Commissione è stata presentata solo tre giorni fa. «Anziché lagnarsi per i cinque giorni dalla convocazione, dovrebbero spiegare le ragioni per cui ne hanno attesi più di cento prima di formulare l’istanza», afferma Cassì, rivendicando di essersi «adoperato ben oltre le competenze» per fornire alla proprietà tutte le indicazioni necessarie a mettersi in regola.
Cassì definisce «pretestuosa» anche la scelta dei gestori di annunciare la volontà di non riaprire a prescindere dall’esito della Commissione, interpretandola come un tentativo di scaricare sull’Amministrazione la responsabilità della chiusura. «Come se la chiusura fosse priva di motivazioni», aggiunge.
Il sindaco richiama poi le due note che hanno portato alla sospensione dell’attività: quella dei Vigili del Fuoco, che parla di «carenze accertate in ordine ai requisiti di sicurezza antincendio» e di «potenziale pericolo per la pubblica incolumità», e quella della Questura, che chiede al Comune di «valutare l’immediata diffida ai gestori» e l’inibizione dell’accesso al pubblico fino alla regolarizzazione delle criticità. «Dire che l’Amministrazione ha sostenuto che la struttura non fosse a norma non è un’ipotesi “sostenuta”, ma un fatto di cui siamo stati chiamati a prendere atto», conclude Cassì.
Le dichiarazioni del sindaco aggiungono un nuovo capitolo a una vicenda che, tra verifiche tecniche, accuse incrociate e annunci di chiusura definitiva, continua a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica. Resta ora da capire quale sarà il prossimo passo della proprietà del Madison e quale direzione prenderà una storia che, a distanza di mesi, non ha ancora trovato una soluzione definitiva.