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Pozzallo in movimento: "Cantieri aperti e mai finiti, il sindaco si dimetta"

Sale alto il livello dello scontro politico. L'opposizione non fa sconti

31 Luglio 2026, 21:21

21:30

Pozzallo in movimento: "Cantieri aperti e mai finiti, il sindaco si dimetta"

Uno dei cantieri rimasti fermi

A Pozzallo la tensione politica cresce dopo il nuovo, duro j’accuse della sigla Pozzallo in Movimento, che imputa al sindaco e alla sua coalizione una gestione della città divenuta, a loro dire, insostenibile.

Il confronto si riaccende a partire dalle recenti dichiarazioni dei consiglieri Ammatuna e Giannone, i quali hanno accusato l’opposizione di aver bocciato una delibera relativa a una presunta riduzione delle tariffe TARI.

Una mossa bollata dalla formazione di minoranza come una “finta e farlocca diminuzione”, con il richiamo al noto adagio secondo cui, quando si punta il dito contro qualcuno, “tre dita” restano rivolte verso chi accusa.

Nel mirino del movimento, soprattutto, le criticità infrastrutturali e la gestione dei cantieri cittadini, descritte in chiave “tragicomica”:

- il campo sportivo: lavori avviati e poi inspiegabilmente sospesi, con l’area trasformata in un pericoloso percorso a ostacoli che mette a rischio le attività di calcio e pallavolo giovanili;

- le “piscine a cielo aperto”: scavi urbani lasciati a metà che, a ogni pioggia, diventano pozze d’acqua;

- la piscina di Raganzino: un’infrastruttura fantasma in attesa di interventi da quattro anni;

- la piazzetta dello stadio: ridotta, secondo l’opposizione, a un simbolo di “accanimento contro lo sport” e contro le prospettive dei giovani, definiti “i veri figli del covid”, i quali avrebbero bisogno di spazi adeguati e non di disinteresse istituzionale.

Pozzallo in Movimento attacca anche sul piano politico-amministrativo, denunciando delibere consiliari sistematicamente incomplete e piene di inesattezze, con il rischio di esporre l’ente a gravi ripercussioni.

Sotto osservazione, inoltre, la tenuta della coalizione di governo: per il movimento, l’esecutivo comunale reggerebbe in aula soltanto grazie a un “supporto di riserva” fornito proprio da quella parte di opposizione che la maggioranza tenterebbe di delegittimare, mentre il sindaco sarebbe ormai politicamente isolato, sostenuto unicamente dai consiglieri Ammatuna e Giannone.

Da qui la richiesta senza appello: secondo la formazione di minoranza, per un primo cittadino “oramai solo” l’unica via d’uscita dignitosa sarebbero le dimissioni immediate, accusandolo di mistificare la realtà e di voltare le spalle alle reali esigenze delle famiglie e dei giovani pozzallesi.