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Attualità

La notte dell'Odissea moderna: il volo Malpensa-Catania dirottato a Comiso

Quel viaggio vissuto tra caos, silenzi e un salvataggio inatteso

13 Agosto 2026, 11:46

La notte dell'Odissea moderna: il volo Malpensa-Catania dirottato a Comiso

L'aeroporto Pio La Torre di Comiso in queste ore

La notte di San Lorenzo, tradizionalmente dedicata ai desideri e alle stelle cadenti, si è trasformata in una piccola Odissea per i passeggeri del volo Wizz Air Milano Malpensa–Catania del 10 agosto. Una traversata breve, almeno sulla carta, che ha finito per assomigliare al viaggio di Odisseo: non dieci anni di peripezie, ma una serata sufficiente a mettere alla prova nervi, pazienza e capacità di gestione delle emergenze.

Già nelle ore precedenti alla partenza, l’atmosfera a Malpensa era segnata dall’incertezza. Le notizie sulla chiusura dello scalo di Catania a causa dell’eruzione dell’Etna correvano sui social e sui canali ufficiali, alimentando l’ansia dei viaggiatori. Nonostante ciò, al banco del check-in il personale di terra rassicurava con fermezza: “Tutto regolare, proseguite pure verso i controlli”. Una tranquillità che strideva con le previsioni più fosche avanzate dal personale della sicurezza, che già ipotizzava possibili dirottamenti verso Palermo, Trapani o Lamezia Terme.

Tra i passeggeri, il clima era quello delle grandi attese miste a timore. C’era chi arrivava da Torino dopo aver visto il proprio volo cancellato all’ultimo secondo, chi temeva di ritrovarsi a centinaia di chilometri da casa senza alcun supporto. Nel frattempo, Wizz Air manteneva un silenzio totale, quasi oracolare, lasciando intendere che tutto procedesse senza problemi.

All’arrivo al gate A55, l’imbarco per il volo delle 19:50 si svolge regolarmente. Gli addetti continuano a confermare la rotta per Catania, finché — a metà imbarco e in modo del tutto informale — viene annunciato il dirottamento su Comiso. La promessa è chiara: navette predisposte per riportare i passeggeri a Catania. Una rassicurazione che, almeno per il momento, consente a tutti di affrontare il volo con un minimo di serenità.

Il vero dramma si consuma all’atterraggio, intorno alle 22:00. A Comiso non c’è traccia di autobus. Solo allora, controllando le e-mail — impossibili da leggere durante il volo — i passeggeri scoprono che la compagnia aveva comunicato il dirottamento già alle 19:55 e che alle 19:53 aveva inviato un tentativo di richiesta navette a un intermediario, ricevendo un rifiuto. Da quel momento, nessun ulteriore passo. Nessuna alternativa. Nessuna assistenza. I viaggiatori vengono lasciati allo sbaraglio, in piena notte, senza mezzi pubblici disponibili.

Ed è qui che la narrazione cambia tono, perché l’Odissea trova i suoi veri eroi. L’Aeroporto di Comiso e il suo personale, in una notte complessa per tutta la Sicilia, si mobilitano con una professionalità e un’umanità fuori dal comune. In appena 45 minuti riescono a reperire tre autobus locali con relativi autisti, lavorando senza sosta per garantire un trasferimento sicuro verso Catania. Una gestione dell’emergenza impeccabile, costruita con rapidità, empatia e senso del dovere.

Il finale ha il sapore dell’ironia. Alle 00:43, quando i passeggeri sono già in viaggio verso casa grazie alla flotta improvvisata dallo scalo comisano, Wizz Air invia una e-mail di scuse: ammette di “non essere riuscita a organizzare alcun transfer a causa della disponibilità limitata” e invita i viaggiatori a provvedere autonomamente, salvo poi richiedere un eventuale rimborso. Una comunicazione tardiva, disallineata e percepita dai passeggeri come una beffa.

La testimonianza di questa notte di agosto diventa così un monito. È facile lamentarsi, è facile puntare il dito, ma è necessario comprendere davvero come si sono svolti i fatti e distinguere tra chi ha abbandonato i passeggeri e chi, invece, ha lavorato per riportarli a casa. Se la compagnia ha firmato la regia di un film dell’assurdo, l’Aeroporto di Comiso ha dimostrato cosa significhi gestione dell’emergenza, efficienza e umanità.