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Attualità

Suv parcheggiato sui gradini a Ibla: lo scatto della notte di Ferragosto diventa virale

La mancanza di stalli di sosta ha convinto il guidatore dell'auto a trovare una soluzione fuori dai canoni

15 Agosto 2026, 01:57

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Suv parcheggiato sui gradini a Ibla: lo scatto della notte di Ferragosto diventa virale

Il Suv parcheggiato sui gradini (foto Rovetto)

Nella notte tra venerdì e sabato, vigilia di Ferragosto, Discesa Peschiera a Ragusa Ibla è diventata il centro di una discussione che in poche ore ha infiammato social e chat di quartiere. Uno scatto, circolato rapidamente online, mostra un Suv parcheggiato in pendenza, con le ruote anteriori posizionate su alcuni gradini della scalinata: una soluzione improvvisata dal conducente, che non ha trovato di meglio — o di più praticabile — per lasciare l’auto nella città antica.

La foto ha immediatamente generato reazioni opposte. Da un lato, c’è chi ha criticato il gesto definendolo un comportamento azzardato e fuori luogo, soprattutto in un contesto storico e architettonico delicato come quello di Ibla. Dall’altro, non sono mancati i commenti di chi ha difeso l’automobilista, sostenendo che la mancanza cronica di parcheggi nella parte bassa della città, unita alla confusione tipica delle serate estive, renda spesso impossibile trovare uno stallo libero.

La notte di Ferragosto, con migliaia di persone tra locali, vicoli e piazze, ha amplificato un problema che gli abitanti e i frequentatori di Ibla conoscono bene: la pressione della sosta in un quartiere che, per conformazione, non può reggere il volume di auto che vi si riversa nelle giornate di punta.

Il caso del Suv sui gradini diventa così un simbolo — seppur paradossale — di una questione più ampia: la necessità di ripensare la mobilità nel centro storico, di gestire meglio i flussi, di garantire alternative reali a chi arriva a Ibla nelle ore di maggiore affluenza. Un episodio che fa sorridere, discutere, indignare, ma che allo stesso tempo mette in luce un tema che torna ciclicamente: Ibla non può essere lasciata sola davanti al caos della sosta.