Attualità
Emergenza cinghiali nel Ragusano, Firrincieli: "Gli strumenti ci sono, utilizziamoli"
Il consigliere comunale irrompe nel dibattito e deposita un atto di indirizzo sollecitano azioni concrete per contenere il fenomeno
Basta con i rinvii e con i dibattiti teorici: per la gestione della fauna selvatica le leggi esistono, la politica a tutti i livelli istituzionali si è già espressa con atti e regolamenti ufficialmente deliberati e gli enti preposti hanno unicamente il dovere di passare alla fase operativa. È la posizione netta espressa dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Sergio Firrincieli, che ha depositato un atto di indirizzo al presidente del Consiglio comunale e al sindaco Giuseppe Cassì (anche nella sua qualità di vicepresidente del Libero consorzio).
«Le sedi opportune per legiferare o apportare modifiche alle norme sulla fauna selvatica sono i Parlamenti e le Assemblee legislative, non i territori in emergenza», afferma Firrincieli. «Sui nostri territori oggi abbiamo una sola priorità: applicare le leggi vigenti e attivare la fase operativa che serve a proteggere concretamente i cittadini, le infrastrutture viarie e gli allevamenti». La presenza dei cinghiali nel territorio ibleo ha infatti raggiunto livelli d'allarme slegati dai normali equilibri naturali. A differenza di altre specie con ritmi di riproduzione contenuti, il cinghiale si moltiplica a velocità straordinaria con cucciolate numerose e, in assenza di predatori naturali, i branchi, come riporta la cronaca, spingono le proprie incursioni fino ai centri abitati e alla fascia costiera di Marina di Ragusa oltre che lungo arterie viarie nevralgiche come la Sp Ragusa-Giarratana (zona diga Santa Rosalia), la vallata dell'Irminio e le zone rurali di Modica, Chiaramonte e Monterosso.
«Gli esemplari in circolazione raggiungono stazze dell'ordine dei 150-200 chilogrammi», prosegue il consigliere del m5S. «Rappresentano un pericolo quotidiano e letale per automobilisti e motociclisti, oltre a violare le proprietà private dei residenti. Ma c'è di più: muovendosi in modo incontrollato, sono il principale vettore potenziale della Peste suina africana (Psa). Se il virus dovesse fare ingresso negli allevamenti suinicoli locali, scatterebbe l'abbattimento coatto di migliaia di capi con l'immediata paralisi dell'intera economia zootecnica iblea».
Con l'atto di indirizzo depositato in Consiglio comunale, si chiede quindi all'Amministrazione di attivare senza indugio gli strumenti attuativi già previsti dalla normativa: invocare l'immediata convocazione del tavolo tecnico operativo tra Comune di Ragusa, Libero consorzio comunale, Regione siciliana, corpo forestale, polizia provinciale e servizi veterinari dell'Asp; sollecitare l'esecuzione immediata dei piani attuativi di contenimento e sicurezza previsti dalle leggi vigenti, garantendo la protezione della viabilità, delle proprietà private e il monitoraggio sanitario contro la Psa.
«Non dobbiamo stabilire oggi cosa sia politicamente o eticamente corretto o discutere di nuove leggi: le norme nazionali e regionali ci sono già e vanno solo applicate», conclude Firrincieli. «Il Consiglio comunale approvi questo atto per impegnare la Giunta a esigere dalle autorità competenti l'avvio immediato delle operazioni sul campo a tutela della nostra comunità».