Attualità
Emergenza cinghiali nel Ragusano, Battaglia: "La Regione pronta ad attivarsi"
Il consigliere comunale del Comune capoluogo fa il punto della situazione e illustra quali sono i prossimi step
L’emergenza cinghiali in provincia di Ragusa non è più un tema marginale né un fenomeno circoscritto alle aree rurali: è diventata una questione di sicurezza pubblica, di tutela delle colture e di equilibrio ambientale. Negli ultimi mesi, gli avvistamenti e gli incidenti stradali si sono moltiplicati, in particolare lungo la Ragusa–Giarratana, nei pressi della diga di Santa Rosalia, dove automobilisti hanno segnalato più volte la presenza improvvisa di suidi in carreggiata. Episodi che, pur non avendo causato vittime, hanno riacceso un allarme ormai diffuso in tutto il territorio ibleo.
Il problema, infatti, non riguarda solo la fauna selvatica: riguarda la sicurezza delle persone, la tenuta economica delle imprese agricole e la capacità delle istituzioni di rispondere a un fenomeno che ha superato gli strumenti ordinari di gestione. Su questo tema interviene il consigliere comunale di Ragusa Salvatore Battaglia, che definisce la situazione «delicata e non più rinviabile». Battaglia sottolinea come la Regione Siciliana stia predisponendo una serie di provvedimenti per il contenimento della popolazione dei cinghiali, misure che includono piani di controllo, tavoli tecnici permanenti e interventi coordinati tra enti locali, corpo forestale, polizia provinciale e Asp. Tutto ciò sulla scorta di provvedimenti in deroga che sono stati adottati a luglio dal Parlamento nazionale.
«La Regione – afferma Battaglia – ha finalmente riconosciuto che siamo davanti a un’emergenza strutturale. Come, d’altro canto, anche a livello locale, è stato registrato anche da qualche collega consigliere comunale, come nel caso di Sergio Firrincieli. Anche perché, come sappiamo, non si tratta più di qualche avvistamento sporadico: i cinghiali rappresentano un rischio quotidiano per gli automobilisti e un danno enorme per le nostre campagne. È indispensabile che le misure annunciate siano attuate con rapidità e continuità».
Il consigliere richiama anche gli incidenti avvenuti nei giorni scorsi, che hanno coinvolto automobilisti lungo arterie provinciali particolarmente esposte. «Siamo stati fortunati: non ci sono stati morti. Ma non possiamo affidarci alla fortuna. Un impatto con un animale di 150 o 200 chili può essere letale. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta». Le cronache confermano che esemplari di queste dimensioni sono ormai frequenti nel territorio ibleo, con branchi che si spingono fino ai centri abitati. La riflessione del consigliere si inserisce in un quadro più ampio: quello della necessità di una gestione moderna e coordinata della fauna selvatica.
«Per anni – osserva Battaglia – il problema è stato sottovalutato. Oggi paghiamo il prezzo di una mancata programmazione. La Regione sta predisponendo gli strumenti, ma serve un impegno corale: Comuni, Libero Consorzio, Asp, forze dell’ordine e associazioni agricole devono lavorare insieme. Non possiamo più permettere che la burocrazia rallenti interventi che riguardano la sicurezza delle persone».
La provincia di Ragusa, come altre aree della Sicilia, si trova davanti a una sfida complessa: contenere una specie che si riproduce rapidamente, che non ha predatori naturali e che ha trovato negli Iblei un habitat ideale. Una sfida che richiede decisioni coraggiose, risorse adeguate e una visione di lungo periodo.