Attualità
Sospeso l'abbattimento di daini nel Ragusano
Le decisioni dopo il vertice tenutosi ieri a palazzo dell'Aquila. Allo studio proposte alternative
Nella Sala Giunta del Comune di Ragusa si è tenuto un confronto tra il dirigente del Servizio 15 del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, Tullio Serges, e le associazioni animaliste e ambientaliste, promosso dal sindaco Peppe Cassì e dall’assessore Andrea Distefano.
Al centro della riunione, la crescente presenza di daini nel territorio ibleo e le ricadute su ambiente, allevamenti e colture.
Hanno preso parte all’incontro il funzionario del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, dott. Angelo Merlino; per la LAV Biagio Battaglia e Resi Iurato; per la LEIDAA Carmela Corallo e Liviana Metallo; per Legambiente Angelo Rinollo e Claudio Conti.
Sono intervenuti inoltre il presidente del Parco delle Madonie e sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, con il naturalista del Parco Antonio Spinato, e il veterinario consulente regionale per la fauna selvatica, dott. Egidio Mallia, che hanno portato un contributo tecnico ed esperienziale.
Il dibattito, schietto e a tratti acceso, è stato giudicato altamente costruttivo da tutti i partecipanti. È emersa una condivisione di fondo sulla necessità di una prevenzione tempestiva, per evitare che la situazione degeneri come avvenuto nel Parco delle Madonie, dove un piccolo nucleo di daini introdotto alcuni decenni fa si è espanso sino a superare i 20.000 esemplari, con impatti significativi sull’habitat e sull’economia agricola.
Al termine della riunione, il dirigente Tullio Serges ha comunicato la sospensione degli abbattimenti, il cui avvio era inizialmente fissato per il 1° settembre. Proseguiranno invece le operazioni propedeutiche di monitoraggio e localizzazione degli animali, avviate il 16 agosto, coordinate dal Servizio 15 Ragusa RFV e svolte dai coadiutori. L’obiettivo è acquisire dati il più possibile affidabili su numerosità e distribuzione del nucleo presente nell’area ragusana. Potrà essere coinvolta, su richiesta, anche la collaborazione delle associazioni.
Secondo quanto indicato dalla nota autorizzativa del Servizio 3 di Palermo, l’eventuale contenimento sarebbe stato preferibile prima del 20 settembre, apertura della stagione venatoria, per evitare ulteriori fattori di disturbo legati all’attività di caccia. Alla luce della sospensione, la fase corrente sarà dedicata esclusivamente alla raccolta e condivisione delle informazioni. I dati ottenuti saranno messi a disposizione delle sigle animaliste e ambientaliste, che hanno manifestato l’intenzione di presentare, entro 30 giorni dalla loro ricezione, un progetto con strumenti e modalità alternative per prevenire e contenere la proliferazione dei daini, con l’obiettivo di ridurre al minimo, fino ad azzerarlo ove tecnicamente e normativamente possibile, il ricorso all’abbattimento.
La proposta sarà sottoposta alle autorità regionali competenti e, se ritenuta condivisibile, trasmessa all’ISPRA per il parere previsto dalla normativa. Solo al termine di questo percorso — sulla base delle evidenze raccolte, dell’elaborato delle associazioni e delle valutazioni degli organismi competenti — saranno assunte le decisioni successive in merito.
"Ringraziamo il dirigente Tullio Serges per la disponibilità dimostrata e per avere accolto la richiesta di sospendere, in questa fase, le attività di abbattimento – dichiarano il sindaco Peppe Cassì e l’assessore Andrea Distefano – così come ringraziamo le associazioni e tutti coloro che hanno partecipato al confronto. Riteniamo che il risultato raggiunto rappresenti un punto di equilibrio responsabile: non ignorare un fenomeno che deve essere gestito e prevenuto, ma concedere il tempo necessario per conoscere con precisione la consistenza del nucleo presente nel nostro territorio e verificare concretamente la praticabilità di soluzioni alternative. L’obiettivo comune deve essere quello di evitare che il problema cresca, tutelando allo stesso tempo gli animali, l’ambiente, le attività agricole e la sicurezza del territorio. Adesso saranno i dati e le valutazioni tecnico-scientifiche a guidare le decisioni successive".