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Scicli e la sporcizia sul lungomare, la riflessione di un lettore rivolta ai leoni da tastiera

"Se venite in Sicilia perché vi piace, comportatevi bene"

02 Settembre 2026, 00:54

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Scicli e la sporcizia sul lungomare, la riflessione di un lettore rivolta ai leoni da tastiera

Ecco come si presentano alcuni cassonetti sul lungomare delle borgate sciclitane

A partire dall’inizio dell’estate, sulle spiagge e nei lungomari del territorio di Scicli si ripete una scena che ormai è diventata familiare: cassonetti stracolmi, sacchi abbandonati a terra, gettacarte trasformati in discariche improvvisate. È un’immagine che non ha bisogno di interpretazioni: ciò che si vede è esattamente ciò che accade.

Questa riflessione – perché di intervento di un lettore si tratta – nasce dall’osservazione diretta e quotidiana del territorio. Un cittadino che frequenta le spiagge e i lungomari di Scicli ha deciso di raccontare ciò che vede, senza filtri, senza polemiche costruite: solo fatti. E i fatti, purtroppo, parlano chiaro.

Si notano cumuli di sacchi neri, verdi, bianchi, molti con i marchi di supermercati e attività commerciali; scatole di pizza, bottiglie, lattine, imballaggi misti, sedie da spiaggia rotte, cassette di plastica impilate, cartoni e materiali che non hanno nulla a che fare con una giornata al mare. Alcuni cassonetti riportano ancora le etichette “Plastica”, “Vetro”, “Indifferenziato”, ma il contenuto è un miscuglio indistinto. E non si tratta solo di rifiuti prodotti dagli avventori della spiaggia: si riconoscono chiaramente scarti domestici e commerciali, imballaggi di negozi, materiali che non dovrebbero trovarsi negli arenili.

Il lettore sottolinea un punto fondamentale: la ditta incaricata del servizio interviene ogni giorno, svuota cassonetti e cestini con più passaggi, mantiene un impegno costante e visibile. Eppure, a poche ore di distanza, la situazione torna identica. Qualcuno continua a conferire in modo scorretto, a riempire oltre il limite, a lasciare tutto a terra quando il cassonetto è pieno. Questo non è “mancanza di raccolta”: è abuso del servizio e assenza di senso civico.

Da qui nasce una domanda scomoda che il lettore pone con forza: Chi produce questi rifiuti? Chi li porta lì? Chi li infila nei cassonetti della spiaggia? Chi lascia sedie rotte, sacchi chiusi male, bottiglie e cartoni a terra? Forse qualcuno degli stessi che sui social si scagliano contro l’amministrazione o contro la ditta. I “leoni da tastiera” che denunciano il degrado sono davvero così estranei al problema? O sono gli stessi che, quando nessuno guarda, trattano questi presidi con strafottenza?

Un cittadino normale, uno che ha ancora rispetto per il luogo in cui vive e per chi ci lavora, sa distinguere. Sa che i rifiuti prodotti in spiaggia vanno separati e conferiti correttamente. Sa che i rifiuti domestici e commerciali non devono finire nei cassonetti del lungomare. Sa che lasciare tutto a terra non è un diritto, ma una prepotenza. E sa anche che protestare online mentre si contribuisce al problema è solo ipocrisia.

Le immagini non sono opinioni: sono fatti. Sacchi su sacchi, contenitori esplosi, rifiuti sparsi sulla sabbia e sull’asfalto, in piena stagione estiva, nel territorio di Scicli. Non servono teorie, non servono proclami: basta aprire gli occhi. E, soprattutto, basta usare le mani nel modo giusto: quelle che devono mettere i rifiuti dove devono stare, non quelle che scrivono post indignati mentre alimentano il disastro.

Il lettore conclude con un messaggio diretto, che non lascia spazio a interpretazioni: Ai zozzoni, alle zozzone e ai maleducati: smettetela. Ai leoni di tastiera: prima di ruggire, guardate cosa avete lasciato dietro di voi. Il senso civico non si misura in like, ma in comportamenti virtuosi.

E poi una riflessione finale, che vale per tutti: Se venite in Sicilia – perché vi piace, perché la amate, perché ci siete nati – comportatevi bene. Non serve magnificare i luoghi da cui provenite: qui conta solo il rispetto.