Cronaca
Modica, rientrato in ospedale il paziente che in modo autonomo aveva deciso di lasciare il reparto di Medicina
"Soggetto vigile, collaborante e attivo. La sua una scelta autonoma dettata, a quanto pare, dal fatto che non voleva stare al Maggiore"
Il paziente che questa mattina aveva lasciato il reparto di Medicina dell’ospedale Maggiore‑Baglieri di Modica è rientrato in struttura. La sua uscita, avvenuta all’alba, aveva inizialmente fatto temere il peggio, soprattutto perché in un primo momento non era stato possibile rintracciarlo. In queste ore, però, dall’ospedale è stato possibile acquisire una ricostruzione dettagliata di quanto accaduto, nel tentativo di chiarire i passaggi e rispondere alle preoccupazioni sollevate dai familiari.
Secondo quanto è stato possibile appurare, gli infermieri si sono accorti dell’assenza del paziente intorno alle 6.45. Non si trattava di un ricovero per problematiche neurologiche: l’uomo era vigile, orientato e collaborante. Una volta constatata la sua mancanza, il personale ha avviato le verifiche interne, controllando l’intero reparto, gli altri reparti e il padiglione. Dopo circa venti minuti, non avendolo trovato, è stato avvisato il medico di guardia interdivisionale, nella fattispecie un geriatra responsabile di quattro reparti, e contemporaneamente il medico che avrebbe preso servizio nel reparto di Medicina.
La dottoressa di turno ha contattato il primario, che si è immediatamente adoperato facendo sì che fossero informati il direttore sanitario, i carabinieri e i familiari. Una procedura che, secondo l’ospedale, è stata eseguita in modo tempestivo e conforme alle linee operative previste in casi simili.
La versione del paziente, una volta rientrato, ha aggiunto ulteriori elementi. Alla domanda sul perché si fosse allontanato, l’uomo ha spiegato di essersi semplicemente stancato di stare in reparto. Ha raccontato di essere sceso in portineria e di essersi poi confuso tra il padiglione A e il padiglione B. A quel punto, sapendo che alla Sorda vivono alcuni suoi familiari, ha deciso di raggiungerli autonomamente.
Una circostanza che, secondo i sanitari, conferma che il paziente non si trovava in uno stato di confusione tale da rendere necessario un livello di sorveglianza più stringente. «Non era un detenuto, né un sorvegliato speciale, né un paziente arrivato per incidente, rissa o altre condizioni che richiedono controllo continuo», è quanto affermato in proposito. «Si è recato in portineria e nessuno avrebbe potuto impedirgli di uscire così come era vestito».
La vicenda si è conclusa senza conseguenze. L’ospedale rivendica la correttezza delle procedure adottate e respingere l’idea di una negligenza, sostenendo che il comportamento del paziente non fosse prevedibile né riconducibile a una condizione clinica che richiedesse sorveglianza costante.