×

Attualità

Crisi idrica ad Acate, il sindaco Fidone: "Pronti alla protesta, non se ne può più"

Il primo cittadino descrive una situazione critica che dura ormai da settimane e parla di esasperazione della comunità locale

17 Settembre 2026, 15:01

15:10

Gianfranco Fidone

Il sindaco di Acate Gianfranco Fidone

Acate vive ore di tensione e di esasperazione. La crisi idrica, che da settimane sta mettendo in ginocchio famiglie e attività, ha raggiunto un punto di non ritorno. A dirlo, con toni insolitamente duri, è il sindaco Gianfranco Fidone, che rompe il tradizionale riserbo istituzionale per raccontare una situazione ormai insostenibile.

«Ho sempre mantenuto un profilo di garbo istituzionale e rispetto dei ruoli – spiega Fidone – ma temo che questo garbo sia stato frainteso. La pazienza è finita: la gente paga e resta senza acqua. È vero, ci sono stati problemi tecnici legati al maltempo, alcuni pezzi si sono bruciati, le condutture sono vecchie di sessant’anni e si intasano. Capisco che non si possa rifare una rete idrica dall’oggi al domani. Ma è altrettanto vero che in tre anni il gestore, Iblea Acque, non è intervenuto, se non con piccoli lavori in zone limitate del paese».

Il sindaco parla di un sistema che non regge più: «Oggi c’è il paese senza acqua, e al di là delle progettualità che saranno messe in campo – e su cui io sono convinto, perché la scorsa settimana ero a Palermo per non parlare delle interlocuzioni con l’ingegnere Guccione, amministratore unico di Iblea Acque, e con il dottore Giaquinta, sindaco di Giarratana e presidente dell'Ati, sono costanti – resta un fatto: il servizio non funziona. Non è in grado di gestire le emergenze».

Fidone denuncia anche un cortocircuito gestionale che ricade direttamente sui cittadini: «Non può essere che il sindaco si sostituisca al centralino. Le linee del gestore sono irraggiungibili, non rispondono, ottenere una risposta è come fare il terno al lotto. E quando rispondono chiedono il codice utente, tutto legittimo, ma intanto c’è gente disperata, famiglie che da mesi non vedono un filo d’acqua. La pazienza ha un limite».

Il primo cittadino annuncia che Acate è pronta a farsi sentire: «Siamo pronti alla protesta, perché non se ne può più. Non è più tollerabile che un’intera comunità viva in ostaggio di un servizio che non garantisce neanche l’essenziale».