Attualità
Modica e il centro storico, comitato a muso duro su Chochomodica
"Così come è stata pensata l'iniziativa prevista nelle prossime settimane non va. Per noi operatori commerciali è penalizzante"
Modica si prepara a ChocoModica in un clima di crescente tensione. Il comitato Centro Storico alza il tono e rivolge un avvertimento netto all’amministrazione e agli organizzatori: nella configurazione attuale, la manifestazione non è più sostenibile per le attività che quotidianamente animano corso Umberto. La contestazione affonda le radici in un malcontento maturato nelle ultime edizioni. Quella che dovrebbe essere una vetrina d’eccellenza per la celebre cioccolata modicana, sostengono gli esercenti, si è progressivamente snaturata fino a scadere in un livello organizzativo assimilabile a una sagra di paese. Il nodo cruciale è l’impatto economico negativo. In un periodo già segnato da forti criticità per il commercio di prossimità, ulteriori giornate di calo degli incassi, blocchi del traffico e disagi alla circolazione risultano intollerabili.
I membri del Comitato guardano con nostalgia agli anni in cui la kermesse era inserita nel circuito di Eurochocolate: un modello di alto profilo, capace di attrarre flussi turistici significativi e di garantire un ritorno economico concreto. A quella qualità e a quella capacità di richiamo chiedono di tornare. La protesta, precisano, non è fine a sé stessa ma accompagnata da proposte operative per conciliare le esigenze della festa con quelle di chi lavora tutto l’anno. Tra le richieste: una diversa gestione della viabilità, con l’apertura del traffico nelle ore diurne per consentire alla clientela di raggiungere i negozi e ai residenti di muoversi senza impedimenti, riservando la chiusura di Corso Umberto alle sole ore serali, per favorire il passeggio e l’aggregazione. Stop poi alle strutture in plastica dall’aspetto improvvisato; si invocano casette in legno, eleganti, uniformi e coordinate, da distribuire con maggiore criterio sui marciapiedi più ampi, nei tratti con vetrine chiuse, in Piazza Matteotti e all’interno dell’atrio comunale, evitando di soffocare le attività presenti. Completa il quadro la richiesta di una programmazione artistica, culturale e d’intrattenimento all’altezza della storia e della bellezza di Modica.
Il messaggio di fondo è una domanda di ascolto e di reale coinvolgimento. Commercianti e residenti non intendono più subire decisioni calate dall’alto: vogliono sedere al tavolo della programmazione per costruire una festa della città e della modicanità autentica. La linea è tracciata con fermezza: se le istanze di chi investe sul territorio 365 giorni l’anno dovessero essere nuovamente ignorate, il comparto valuterà una chiusura collettiva dei negozi durante i giorni della rassegna. ChocoModica, in tal caso, si svolgerebbe tra gli stand con le serrande di Corso Umberto rigorosamente abbassate. Resta, tuttavia, l’auspicio del dialogo e di soluzioni condivise, affinché la manifestazione torni a essere motivo d’orgoglio e opportunità di crescita per l’intera comunità modicana, e non un peso da sopportare.